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David Khayat: «La prevenzione arma principale contro il cancro»

David Khayat: «La prevenzione arma principale contro il cancro»

«Oltre la metà dei tumori può e deve essere prevenuta». Nell’aula magna del centro studi del Policlinico le parole del dottor David Khayat risuonano come un monito nell’ambito dell’evento #Direzione...

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«Oltre la metà dei tumori può e deve essere prevenuta». Nell’aula magna del centro studi del Policlinico le parole del dottor David Khayat risuonano come un monito nell’ambito dell’evento #Direzione Prevenzione. L’oncologo francese è tra le massime autorità planetarie sul tema. È stato presidente del summit mondiale che ha portato alla Carta di Parigi. Ora richiede un’azione globale quella che definisce la «sfida più grande dell’umanità»: sconfiggere il cancro. «Occorre lavorare sui fattori di rischio - aggiunge Khayat - quali il cibo, l’esercizio fisico, l’obesità, l’uso di tabacco, l’eccesso di alcol, le malattie infettive, l’esposizione a radiazioni ultravioletti e gamme, l’inquinamento e lo stress». I dati sulle cause sono spiazzanti e incoraggianti al tempo stesso. Dalle percentuali citate da Khayat, infatti, emerge che il 30% dei tumori è causato dal consumo del tabacco e altrettanto dagli ormoni. Per il 10% da malattie infettive, per il 5% da fattori fisici e anche dalla genetica. Per il 20% dalla dieta. «Il cibo è il quarto fattore di rischio mondiale, dopo gli incidenti, i rischi nucleari e quelli legati all’inquinamento», aggiunge la dottoressa Pascale Hebel. Transalpina anche lei, è delegata per le azioni esterne di Credoc, il Centro francese di ricerca per lo studio e l'osservazione delle condizioni di vita. «Sempre più persone evitano gli zuccheri e c’è molta meno attenzione per calcio, ferro, vitamine e fibre», analizza la rappresentante del Credoc. La ricetta può non piacere, ma far stare bene. «Serve un’alimentazione più ricca - conclude Hebel - perché, anche se le scelte alimentari sono sempre più dettate dal gusto, la salute viene prima». Di sicurezza alimentare tratta Marco Nocetti, veterinario e responsabile del Servizio tecnico istituito presso il Consorzio Parmigiano Reggiano. «Le garanzie e i rischi legati ai consumi degli alimenti sono gli stessi tra prodotti industriali e artigianali», esordisce Nocetti. Il veterinario specifica che «la realizzazione di prodotti di Denominazione di origine protetta (Dop) e industriali cambia per qualità, cultura, sostenibilità e trasparenza. La sicurezza alimentare è però un prerequisito». Il responsabile consortile illustra il sistema di controlli e autocontrolli adottati («oltre 90mila all’anno nel nostro comprensorio»), spiegando che non vale l’equazione “tutto ciò che è naturale fa bene”. (g.f.)

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