Il corso di cinese? Arriva a domicilio
di Ivan Sciapeconi
Giorno 110 dal concerto di Vasco, il Modena Park. Decidi di prenderti un pomeriggio libero, cerchi un posto dove andare a fare due passi e sali in auto. Via, stacchiamo. Non troppo lontano, però,...
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Giorno 110 dal concerto di Vasco, il Modena Park. Decidi di prenderti un pomeriggio libero, cerchi un posto dove andare a fare due passi e sali in auto. Via, stacchiamo. Non troppo lontano, però, perché parti che è già tardi e in un attimo ti ritrovi a Reggio Emilia. Reggio Emilia, ma che cosa ci vai a fare a Reggio Emilia?
Non so la vostra, ma la mia dolcissima metà ha una personalissima mappa -molto aggiornata- sui negozi più interessanti di tutta la Grande Pianura. Piccole cose, prezzi stracciati, occasioni che “questo a Modena proprio non c’è”. Per un qualche segreto motivo, lei conosce l’esatta dotazione merceologica dei negozi di Modena e, di conseguenza, ha in memoria esattamente quello che manca. E sembra che manchi molto, troppo. Parola di donna.
Sulla strada del ritorno, ma lungo la via Emilia reggiana, leggo: Scuola confuciana. Vai lì, impari la lingua del futuro e sei pronto per il mondo che verrà. Altro che inglese. L’inglese è per i nostalgici del tè alle cinque e degli immangiabili biscottini al burro, fatti apposta per bloccarti le arterie.
Mi assale il dubbio. Ci hanno superato. I Reggiani, voglio dire. Sono loro sul pezzo, niente Modena Quark, niente pillole di energia modenese. Per studiare il cinese o per comprare i ciappetti da Tiger devi salire in auto e puntare su Reggio o, peggio, Bologna.
Brutta storia. Arrivo a casa con una gran voglia di imparare una lingua asiatica a scelta. Cerco su Internet, ma niente scuola confuciana a Modena. Ti pare?
Suonano alla porta. Al citofono la voce gracchia una parola un po’ strana. Cinese, direi.
“Non capisco la vostra lingua”, provo a spiegare e quello, dall’altra parte, ripete.
“Stirapp” dice. La mia dolcissima metà capisce al volo, perché prende il citofono e dice che sto per scendere. Scendo.
I signori di Stirapp sono modenesissimi. Consegnano i miei vestiti ben stirati, sorridono cordialissimi e mi salutano. Tutto semplice. Organizzato. Eva ha già pagato via Internet. Ho la voglia matta di chiedere se Stirapp è una parola cinese, ma evito di approfondire.
Passano pochi minuti e, di nuovo, il campanello suona. Questa volta, niente cinese, subito in italiano. “La campagna a casa tua”. Dice il ragazzo. Tu ordini su Internet e loro ti consegnano quello che hanno raccolto la mattina. Comodo. Biologico. C’è un gran via vai, a casa nostra. Effettivamente, cosa te ne fai di Tiger sotto casa? A Modena funziona così. Il corso di cinese sicuramente c’è e te lo portano a domicilio. Proprio come il concerto di Vasco, lo scorso luglio. E’ proprio vero, ragazzi: siamo decisamente avanti..
Non so la vostra, ma la mia dolcissima metà ha una personalissima mappa -molto aggiornata- sui negozi più interessanti di tutta la Grande Pianura. Piccole cose, prezzi stracciati, occasioni che “questo a Modena proprio non c’è”. Per un qualche segreto motivo, lei conosce l’esatta dotazione merceologica dei negozi di Modena e, di conseguenza, ha in memoria esattamente quello che manca. E sembra che manchi molto, troppo. Parola di donna.
Sulla strada del ritorno, ma lungo la via Emilia reggiana, leggo: Scuola confuciana. Vai lì, impari la lingua del futuro e sei pronto per il mondo che verrà. Altro che inglese. L’inglese è per i nostalgici del tè alle cinque e degli immangiabili biscottini al burro, fatti apposta per bloccarti le arterie.
Mi assale il dubbio. Ci hanno superato. I Reggiani, voglio dire. Sono loro sul pezzo, niente Modena Quark, niente pillole di energia modenese. Per studiare il cinese o per comprare i ciappetti da Tiger devi salire in auto e puntare su Reggio o, peggio, Bologna.
Brutta storia. Arrivo a casa con una gran voglia di imparare una lingua asiatica a scelta. Cerco su Internet, ma niente scuola confuciana a Modena. Ti pare?
Suonano alla porta. Al citofono la voce gracchia una parola un po’ strana. Cinese, direi.
“Non capisco la vostra lingua”, provo a spiegare e quello, dall’altra parte, ripete.
“Stirapp” dice. La mia dolcissima metà capisce al volo, perché prende il citofono e dice che sto per scendere. Scendo.
I signori di Stirapp sono modenesissimi. Consegnano i miei vestiti ben stirati, sorridono cordialissimi e mi salutano. Tutto semplice. Organizzato. Eva ha già pagato via Internet. Ho la voglia matta di chiedere se Stirapp è una parola cinese, ma evito di approfondire.
Passano pochi minuti e, di nuovo, il campanello suona. Questa volta, niente cinese, subito in italiano. “La campagna a casa tua”. Dice il ragazzo. Tu ordini su Internet e loro ti consegnano quello che hanno raccolto la mattina. Comodo. Biologico. C’è un gran via vai, a casa nostra. Effettivamente, cosa te ne fai di Tiger sotto casa? A Modena funziona così. Il corso di cinese sicuramente c’è e te lo portano a domicilio. Proprio come il concerto di Vasco, lo scorso luglio. E’ proprio vero, ragazzi: siamo decisamente avanti..
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