FORMIGINE. FURTO IN NEGOZIO
Il perito balistico conferma: «Barbieri sparò frontalmente»
FORMIGINE. Si avvia alla conclusione il processo che si sta tenendo nel Tribunale di Modena, in composizione collegiale, a carico del commerciante formiginese Giuliano Barbieri, che nel novembre del...
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FORMIGINE. Si avvia alla conclusione il processo che si sta tenendo nel Tribunale di Modena, in composizione collegiale, a carico del commerciante formiginese Giuliano Barbieri, che nel novembre del 2009 reagì ad un furto perpetrato ai danni del suo negozio ferendo Nenad Ljumovic, un 27enne montenegrino che vi si era introdotto di notte. Barbieri, dunque, deve rispondere del reato di tentato omicidio.
Ieri pomeriggio sono stati sentiti gli ultimi testi della difesa, il consulente tecnico balistico, il dottor Alberto Riccadonna, e il sottufficiale dei Ris di Parma, che aveva analizzato alcune reperti rinvenuti sul luogo.
Il primo ha confermato la tesi sempre sostenuta dalla difesa, secondo cui i colpi esplosi da Barbieri non furono indirizzati a Nenad Ljumovic durante la fuga di quest’ultimo dall’esercizio commerciale, ma vennero esplosi in posizione frontale a testimoniare che quella appunto era la direzione nella quale il montenegrino stava andando. Ed è un dettaglio fondamentale per riuscire a comprendere come si siano svolti i fatti in quella notte.
Tale ricostruzione è stata fatta sulla base delle indicazioni fatte all’epoca dai carabinieri, che avevano peraltro indicato i punti di impatto dei proiettili.
Il sottufficiale dei Ris di Parma, che aveva preso in considerazione i mozziconi di sigarette ed altri reperti rinvenuti dai carabinieri di Formigine all’interno dell’autovettura della banda, ha evidenziato la presenza di due Dna diversi.
Il sottufficiale, inoltre, ha sottolineato che tali profili genotipici erano stati segnalati e dati per presenti anche in altri episodi criminosi: una tentata rapina in banca e ad altri esercizi commerciali.
L’udienza è stata rinviata al 21 dicembre per le conclusioni delle parti. Il processo a Giuliano Barbieri, difeso dagli avvocati Enrico Aimi e Silvia Ciancia, ha toccato nel vivo la comunità formiginese, che nei mesi scorsi si era schierata apertamente al suo fianco. Ricordiamo che Nenad Ljumovic si è costituito parte civile. (gib)
Ieri pomeriggio sono stati sentiti gli ultimi testi della difesa, il consulente tecnico balistico, il dottor Alberto Riccadonna, e il sottufficiale dei Ris di Parma, che aveva analizzato alcune reperti rinvenuti sul luogo.
Il primo ha confermato la tesi sempre sostenuta dalla difesa, secondo cui i colpi esplosi da Barbieri non furono indirizzati a Nenad Ljumovic durante la fuga di quest’ultimo dall’esercizio commerciale, ma vennero esplosi in posizione frontale a testimoniare che quella appunto era la direzione nella quale il montenegrino stava andando. Ed è un dettaglio fondamentale per riuscire a comprendere come si siano svolti i fatti in quella notte.
Tale ricostruzione è stata fatta sulla base delle indicazioni fatte all’epoca dai carabinieri, che avevano peraltro indicato i punti di impatto dei proiettili.
Il sottufficiale dei Ris di Parma, che aveva preso in considerazione i mozziconi di sigarette ed altri reperti rinvenuti dai carabinieri di Formigine all’interno dell’autovettura della banda, ha evidenziato la presenza di due Dna diversi.
Il sottufficiale, inoltre, ha sottolineato che tali profili genotipici erano stati segnalati e dati per presenti anche in altri episodi criminosi: una tentata rapina in banca e ad altri esercizi commerciali.
L’udienza è stata rinviata al 21 dicembre per le conclusioni delle parti. Il processo a Giuliano Barbieri, difeso dagli avvocati Enrico Aimi e Silvia Ciancia, ha toccato nel vivo la comunità formiginese, che nei mesi scorsi si era schierata apertamente al suo fianco. Ricordiamo che Nenad Ljumovic si è costituito parte civile. (gib)
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