con auto rubate anche a campogalliano
Killer nascosti a Carpi e Modena sparavano vestiti da carabinieri
I killer arrivati dalla Calabria per commettere i due omicidi ora risolti (ma ce ne furono anche altri in quel periodo...) alloggiavano tra Carpi e Modena.Ad esempio a Modena in un appartamento del...
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I killer arrivati dalla Calabria per commettere i due omicidi ora risolti (ma ce ne furono anche altri in quel periodo...) alloggiavano tra Carpi e Modena.
Ad esempio a Modena in un appartamento del condominio Windsor Park Center, in strada San Faustino, dove i carabinieri di Modena sono stati anche recentemente, per nuove verifiche.
Accertando che nel 1992 un alloggio era in uso a Domenico L., che lo aveva fittiziamente intestato alla fidanzata ungherese del fratello. E dal quale la donna e l’amante di Domenico erano state frettolosamente “sfrattate”, proprio nel periodo in cui doveva arrivare il gruppo di fuoco.
A Carpi è stato recuperato dagli atti del processo celebrato in Corte d’Assise a a Reggio Emilia nel 1994 un appartamento con ufficio in via Ugo da Carpi. Il titolare della società proprietaria dell’alloggio aveva riferito ai giudici di aver ricevuto da Raffaele Dragone la richiesta di poterne usufruire. All’epoca si pensò fosse quello il nascondiglio dei killer per entrambi i delitti, ma Cortese e Valerio hanno indicato nell’appartamento di Modena la base utilizzata prima dell’omicidio di Giuseppe Ruggiero.
Sempre nel modenese risultano rubate alcune delle auto, Fiat Uno e Fiat Tipo, usate per la fuga. Una è stata rubata a Campogalliano.
Secondo le nuove indagini, l’omicidio di Nicola Vasapollo fu deliberato con uno degli altri nuovi indagati da Nicolino Grande Aracri, che decise di inviare al nord i due killer, tra cui Nicolino Sarcone. Con una semiautomatica e una pistola tamburo i due riuscirono a farsi aprire la porta da Vasapollo, che era agli arresti domiciliari ed evidentemente li conosceva. Fu massacrato di colpi al volto e al torace alle 12.15 del 21 settembre 1992, a Reggio città. Per il gip Ziroldi di Bologna e i pm della dda base operativa era l’alloggio di Carpi.
L’omicidio di Giuseppe Ruggiero avvenne invece alle 3.30 della notte del 22 ottobre 1992, a Brescello.
Dove il gruppo di fuoco di cui faceva parte anche il carpigiano Lerose, utilizzato dal clan come autista per la conoscenza dei luoghi, si presentò con un’auto Fiat Uno taroccata con la scritta carabinieri e un lampeggiante. I killer erano vestiti da carabinieri, con divise (una da brigadiere) fatte arrivare dalla Calabria e simularono una perquisizione: Ruggiero si affacciò alla porta e non fece neppure in tempo ad aprire, crivellato di colpi sulla soglia. Nella fuga, il gruppo raggiunge Nicolino Grande Aracri, che attendeva i complici in autostrada per tornare in Calabria. Giocoforza tra i sei nuovi indagati c’è anche Valerio, che ha confessato. (ase)
Ad esempio a Modena in un appartamento del condominio Windsor Park Center, in strada San Faustino, dove i carabinieri di Modena sono stati anche recentemente, per nuove verifiche.
Accertando che nel 1992 un alloggio era in uso a Domenico L., che lo aveva fittiziamente intestato alla fidanzata ungherese del fratello. E dal quale la donna e l’amante di Domenico erano state frettolosamente “sfrattate”, proprio nel periodo in cui doveva arrivare il gruppo di fuoco.
A Carpi è stato recuperato dagli atti del processo celebrato in Corte d’Assise a a Reggio Emilia nel 1994 un appartamento con ufficio in via Ugo da Carpi. Il titolare della società proprietaria dell’alloggio aveva riferito ai giudici di aver ricevuto da Raffaele Dragone la richiesta di poterne usufruire. All’epoca si pensò fosse quello il nascondiglio dei killer per entrambi i delitti, ma Cortese e Valerio hanno indicato nell’appartamento di Modena la base utilizzata prima dell’omicidio di Giuseppe Ruggiero.
Sempre nel modenese risultano rubate alcune delle auto, Fiat Uno e Fiat Tipo, usate per la fuga. Una è stata rubata a Campogalliano.
Secondo le nuove indagini, l’omicidio di Nicola Vasapollo fu deliberato con uno degli altri nuovi indagati da Nicolino Grande Aracri, che decise di inviare al nord i due killer, tra cui Nicolino Sarcone. Con una semiautomatica e una pistola tamburo i due riuscirono a farsi aprire la porta da Vasapollo, che era agli arresti domiciliari ed evidentemente li conosceva. Fu massacrato di colpi al volto e al torace alle 12.15 del 21 settembre 1992, a Reggio città. Per il gip Ziroldi di Bologna e i pm della dda base operativa era l’alloggio di Carpi.
L’omicidio di Giuseppe Ruggiero avvenne invece alle 3.30 della notte del 22 ottobre 1992, a Brescello.
Dove il gruppo di fuoco di cui faceva parte anche il carpigiano Lerose, utilizzato dal clan come autista per la conoscenza dei luoghi, si presentò con un’auto Fiat Uno taroccata con la scritta carabinieri e un lampeggiante. I killer erano vestiti da carabinieri, con divise (una da brigadiere) fatte arrivare dalla Calabria e simularono una perquisizione: Ruggiero si affacciò alla porta e non fece neppure in tempo ad aprire, crivellato di colpi sulla soglia. Nella fuga, il gruppo raggiunge Nicolino Grande Aracri, che attendeva i complici in autostrada per tornare in Calabria. Giocoforza tra i sei nuovi indagati c’è anche Valerio, che ha confessato. (ase)
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