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Legge urbanistica, cala il gelo tra Pd e Mdp

Legge urbanistica, cala il gelo tra Pd e Mdp

La maggioranza perde l’appoggio degli alleati di Sinistra. Guerra di numeri sui voti all’ordine del giorno

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Per Vaciglio l’intesa - dopo un accurato lavoro diplomatico terminato la notte prima della seduta - era stata trovata, per la legge urbanistica no. Così ieri pomeriggio Partito democratico e gruppo Mdp-Per me hanno preso due strade diverse, presentando e votando in Consiglio comunale due ordini del giorno separati sul nuovo provvedimento urbanistico regionale che nelle prossime settimane sarà giudicato dall’Assemblea di viale Aldo Moro. A ribadire il “no” senza appello dei bersaniani nei confronti della legge è stato il capogruppo Paolo Trande: «Con questa legge regionale - ha detto presentando l’ordine del giorno promosso dal gruppo Mdp-Per me Modena - la rendita fondiaria tornerà a essere centrale per tutto quel che verrà dal punto di vista urbanistico. Del resto, dietro a generali buoni principi, dal contenimento dell’uso di suolo alla rigenerazione urbana, si nasconde una realtà che li contraddice. Insomma - ha aggiunto Trande, alzando il tiro dal punto di vista politico - bisogna che si sappia che forzare una storia di buon governo come quello dell’Emilia Romagna può voler dire mettere in dubbio le alleanze di centrosinistra, con conseguenze molto gravi». A presentare l’ordine del giorno del Pd è stato invece il capogruppo Fabio Poggi: «Da una parte nella nostra mozione c’è la consapevolezza dei cambiamenti climatici, con le azioni conseguenti per rimettere al centro la rigenerazione, e dall’altra, in seguito alla grande crisi internazionale, l’esigenza di definire un nuovo paradigma di modello di sviluppo». A prendere la parola è stato quindi Marco Rabboni, capogruppo del Movimento 5 Stelle, secondo il quale «è positivo che il Pd si sia svegliato, considerando prioritari i cambiamenti climatici. Il fatto però è che quel 3% di deroghe per l’utilizzo di suolo vogliono dire altri 30 comparti Morane, visto che nella scorsa seduta il sindaco ha fatto notare che l’area di Vaciglio rappresenta lo 0,1% del territorio. Insomma, siamo convinti che questa legge dovesse prevedere provvedimenti più forti per preservare il territorio». Dopo qualche istante di attesa in cui Pd e Mdp si “studiavano”, a intervenire è stato di nuovo il capogruppo Trande: «Stiamo slittando verso forme sempre più privatistiche di programmazione - ha detto - questo è l’errore culturale di base, perché stiamo rinunciando ad un pezzo importante della nostra storia. Questa legge è stata costruita senza alcun coinvolgimento dei Consigli comunali, e rappresenta una proposta figlia di una fase politica “renziana”». Quindi, il voto, con l’odg del Pd approvato (favorevoli i democratici, contrari Mdp-Per me, M5S e Idea, astenuti Forza Italia e CambiaModena) e quello di Mdp-Per me bocciato (favorevole il gruppo proponente, contrario il Pd, astenuti M5S e Idea).Secondo i calcoli Mdp, senza l'astensione di Fi e Cambiamodena il Pd sarebbe andato sotto (15 a 16); secondo gli stessi dem si sarebbe riusciti comunque a finire in pareggio, e in quel caso la mozione sarebbe passata.

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