Gazzetta di Modena

Modena

Rivelazioni su Bianchini, Valerio in difesa

Rivelazioni su Bianchini, Valerio in difesa

Il pentito controinterrogato dall’avvocato Garuti: «Non può provare che era a disposizione del clan»

2 MINUTI DI LETTURA





SAN FELICE. «L’imprenditore Bianchini era a disposizione...». Con queste parole, gravemente accusatorie nei confronti del sanfeliciano imputato di concorso esterno al processo Aemilia, il pentito Antonio Valerio aveva certificato nella sua deposizione al processo i legami di Augusto e famiglia con la cosca che si è insediata tra Reggio e Modena, pervadendo anche la Bassa modenese.

Valerio aveva anche puntualizzato di Bianchini che era “a disposizione”, per le fatture e altri affari. Ma non “affiliato”, aveva precisato. E aveva ricordato di avere visto l’imprenditore e la moglie Bruna, che sempre lo accompagnava, accanto al boss Michele Bolognino, nelle riunioni che si tenevano a Montecchio per dirimere la famosa questione dei debiti con Soda.

Dopo il lunghissimo esame dei pm Ronchi e Mescolini, con rivelazioni choc che hanno gettato squarci inquietanti sull’Emilia infiltrata, ieri mattina nell’aula bunker le domande sono passate alle difese.

Primo a condurre il controesame del nuovo pentito è stato il professor Giulio Garuti, difensore della famiglia Bianchini con il collega Simone Bonfante. Un fuoco di fila che ha voluto mettere all’angolo Valerio, per minare la sua credibilità circa quell’essere “a disposizione” di Augusto.

Valerio aveva sostenuto di avere visto Bianchini a Montecchio due volte, con la moglie: «Io con Bianchini non avevo rapporti - ha tentato di ribattere alle incalzanti domande di Garuti - In una delle due occasioni in cui c’era Bianchini io non sono entrato negli uffici, e anche nell’altra sono entrato nell’ufficio di Bolognino, ma solo per un minuto. Con lui non avevo niente da chiarire, personalmente».

Correttivi anche sulla regolare presenza di Bruna accanto al marito: «L’ho vista certamente una volta», ha ribattuto al legale della difesa, con il quale il clima si è anche surriscaldato.

«Mi sembra sia stato dimostrato come Valerio non abbia elementi sostenibili per definire Augusto Bianchini “a disposizione” della ’ndrangheta se con Bianchini ci ha neppure mai parlato e se l’ha visto giusto una volta, lui e la moglie, da Bolognino a Montecchio. Troppo poco e troppo vago per sostenere una tesi che ci è sembrata decisamente non corrispondente alle sue effettive conoscenze». (ase)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google