Soda caustica contro Tondi: otto anni
di Carlo Gregori
Daniele Albicini condannato per aver sparato il liquido corrosivo in faccia al medico causandogli gravissimi danni alla vista
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Otto anni di carcere. È la condanna con rito abbreviato (comprensiva dello sconto di un terzo della pena) per Daniele Albicini, 59 anni, il tecnico Ausl di Costrignano di Palagano ritenuto colpevole di aver sparato, a novembre dello scorso anno, con una pistola giocattolo ad acqua la soda caustica in faccia al dottor Stefano Tondi, direttore della Cardiologia di Baggiovara, colpendo con degli schizzi il figlio Michele di 19 anni. Gli spruzzi hanno provocato gravi lesioni al volto del cardiologo, soprattutto agli occhi che oggi, a quasi un anno dall’agguato, sono rimasti seriamente compromessi con pesanti ricadute sulla sua attività professionale e sulla sua vita quotidiana. La pubblica accusa, tramite il procuratore Lucia Musti, aveva chiesto otto anni e sei mesi.
Il giudice Barbara Malvasi ha anche fissato le provvisionali per le parti civili in attesa del risarcimento in sede civile, da quantificare. Alla vittima, Stefano Tondi, e al figlio Michele, il giudice ha dichiarato che spettano 95mila euro (90 mila al cardiologo e 5 mila al figlio) contro i 350mila chiesti dal loro avvocato Roberto Mariani. Per il Policlinico, assistito dall’avvocato Lorenzo Muracchini, a fronte di una richiesta di 40mila euro (le spese sostenute per sostituire Tondi durante la degenza al Policlinico e la convalescenza), il giudice ha fissato 15mila euro. Albicini aveva già risarcito a titolo personale 120mila euro vendendo un suo cespite immobiliare, ma la somma complessiva ipotizzata è ancora molto lontana secondo le stime della parte civile: il danno complessivo si aggirerebbe intorno agli 800mila euro, ma la questione sarà affrontata in sede civile. Intanto, la difesa - avvocati Silvia Silvestri e Vittorio Rossi - annunciano che ricorreranno in appello appena saranno note le motivazioni, tra un mese.
Il processo è stato condotto a porte chiuse, come previsto per gli abbreviati. Il punto centrale del dibattimento è stato in ogni caso la perizia voluta dal giudice su richiesta della difesa che ha evidenziato come le lesioni agli occhi di Tondi siano gravi anche a molti mesi dai fatti e dopo le cure specialistiche.
Il reato che veniva contestato ad Albicini era di lesioni gravissime in continuazione alle lesioni gravi al figlio Michele. E la perizia del dottor Nicola Cuccurachi non ha fatto altro che confermare questa accusa.
I difensori hanno invocato le attenuanti generiche anche in considerazione del risarcimento spontaneo e delle scuse formulate da Albicini alle sue vittime, ribadite anche ieri mattina aula. «La Procura di Modena - ha commentato il procuratore Musti - manifesta la propria soddisfazione per l'esito dell'udienza e ringrazia i carabinieri del Nucleo Investigativo di Modena, per l'ottimo lavoro svolto».
Il giudice Barbara Malvasi ha anche fissato le provvisionali per le parti civili in attesa del risarcimento in sede civile, da quantificare. Alla vittima, Stefano Tondi, e al figlio Michele, il giudice ha dichiarato che spettano 95mila euro (90 mila al cardiologo e 5 mila al figlio) contro i 350mila chiesti dal loro avvocato Roberto Mariani. Per il Policlinico, assistito dall’avvocato Lorenzo Muracchini, a fronte di una richiesta di 40mila euro (le spese sostenute per sostituire Tondi durante la degenza al Policlinico e la convalescenza), il giudice ha fissato 15mila euro. Albicini aveva già risarcito a titolo personale 120mila euro vendendo un suo cespite immobiliare, ma la somma complessiva ipotizzata è ancora molto lontana secondo le stime della parte civile: il danno complessivo si aggirerebbe intorno agli 800mila euro, ma la questione sarà affrontata in sede civile. Intanto, la difesa - avvocati Silvia Silvestri e Vittorio Rossi - annunciano che ricorreranno in appello appena saranno note le motivazioni, tra un mese.
Il processo è stato condotto a porte chiuse, come previsto per gli abbreviati. Il punto centrale del dibattimento è stato in ogni caso la perizia voluta dal giudice su richiesta della difesa che ha evidenziato come le lesioni agli occhi di Tondi siano gravi anche a molti mesi dai fatti e dopo le cure specialistiche.
Il reato che veniva contestato ad Albicini era di lesioni gravissime in continuazione alle lesioni gravi al figlio Michele. E la perizia del dottor Nicola Cuccurachi non ha fatto altro che confermare questa accusa.
I difensori hanno invocato le attenuanti generiche anche in considerazione del risarcimento spontaneo e delle scuse formulate da Albicini alle sue vittime, ribadite anche ieri mattina aula. «La Procura di Modena - ha commentato il procuratore Musti - manifesta la propria soddisfazione per l'esito dell'udienza e ringrazia i carabinieri del Nucleo Investigativo di Modena, per l'ottimo lavoro svolto».
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