Trasvolata dei record, Porto è nella storia
di Daniele Montanari
Dall’aeroporto di Pavullo a Montevideo con l’ultraleggero: riuscita l’impresa epica dell’ingegnere
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PAVULLO . È atterrato martedì sera all’aeroporto di Punta del Este di Montevideo (Uruguay) l’ingegner Alberto Porto col suo Risen, coronando un’impresa storica per il mondo dell’aviazione e per Pavullo. Da qui infatti il 10 ottobre era decollato il primo ultraleggero di serie prodotto (dal maggio 2016) nel capannoncino di via Montegrappa dalla ditta Sea Avio. Un esemplare già speciale in sé, ma per la cui consegna all’acquirente uruguaiano Porto ha voluto rilanciare, scrivendo una pagina unica. Mai prima d’ora infatti un ultraleggero aveva raggiunto il Sudamerica con la rotta percorsa nel 1930 da Balbo con gli idrovolanti. Perché un normale aereo da turismo ha un’autonomia di circa 1.100 km, quando la traversata atlantica da Capo Verde a Natal (Brasile) ne conta 2.645. Porto l’ha effettuata il 14 ottobre tutta d’un fiato, grazie alle straordinarie caratteristiche del velivolo da lui progettato e che col prototipo nel 2015 gli ha permesso di polverizzare il record del mondo di velocità (323.312 km/h, il 10% oltre il limite precedente). Con un semplice motore da 100 cavalli “risparmioso” (15 litri all’ora, su un serbatoio di 200) grazie a un’aerodinamica da Formula 1 e la straordinaria tenuta dei materiali (fibra di carbonio). Il meteo ha provato a fargli lo sgambetto, costringendolo per vento e tempesta a fare due tappe in più prima (in Spagna) e dopo (in Brasile) la trasvolata. Ma era quella che contava, ed è andata alla perfezione con un modello di serie che ora si laurea come il migliore al mondo per categoria. E questo si auspica contribuisca anche a trovare gli investitori necessari per fare il gran passo dalla produzione artigianale a quella industriale, viste le tante richieste. Porto, di origini argentine, ha viaggiato sempre da solo, atterrando a Montevideo alle 13.23 locali (18.23 italiane) dopo 43 ore e 32 minuti di volo in cui ha percorso 6.400 miglia nautiche (11.850 km). Il suo arrivo è stato super festeggiato (già le clip postate in volo erano state visualizzate su Facebook fin da 5mila persone), con grande risalto anche sui giornali locali, specie nel passaggio a Rio de Janeiro. Ma non è mancata anche una telefonata a caldo da Pavullo, da dove ha voluto complimentarsi in diretta l’istruttore di volo Fabio Venturelli: «Gli ho detto: “Sei meglio di Lindbergh”. “Ma dai, adesso non esagerare” ha risposto lui. E poi si è commosso, pensando a tutto il cammino», racconta. «È un successo che colloca Alberto tra i grandi dell’aviazione mondiale - commenta Roberto Gianaroli, presidente dell’Aero Club Pavullo - siamo orgogliosi che quest’uomo così coraggioso sia uno di noi. Lui a Pavullo ha ritrovato le sue antiche radici italiane, e noi in lui una figura da cui trarre esempio».
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