«Un professionista dimezzato»
Perizia ha svelato come vita privata e lavorativa del medico siano state stravolte
2 MINUTI DI LETTURA
La soda caustica sparata in faccia con una pistola di plastica ha avuto effetti drammatici: il perito nominato dal giudice su richiesta della difesa di Albicini ha sottolineato nella sua relazione di ieri che le condizioni degli occhi del dottor Stefano Tondi, 61 anni, sono gravi. Se al momento della visita periziale, l’occhio sinistro aveva tre decimi, quello destro era a zero decimi.
In altre parole il miglioramento iniziale dopo l’intervento del professor Cavallini e dopo le cure prestate presso l’Oculistica del Policlinico non hanno potuto favorire ulteriori importanti progressi.
Oggi il cardiologo vittima dell’agguato è un professionista “azzoppato” nelle sue capacità lavorative: secondo il perito sono diminuite di un terzo. Prima di quell’agguato sotto casa la sera del 10 novembre 2016 Tondi era un affermato cardiologo che lavorava nella sala di Emodinamica, operava, seguiva i pazienti. È rimasto talmente danneggiato che oggi fatica molto a leggere un elettrocardiogramma. Certo, continua a dirigere il reparto di Cardiologia di Baggiovara, dà disposizioni, segue tutte le attività interne al reparto e mantiene saldamente il suo ruolo dirigenziale, ma è di fatto diventato un dirigente.
Anche la sua vita quotidiana ha subito sensibili peggioramenti a causa di questo drastico calo della vista: Tondi non può guidare l’auto, ad esempio. Ogni suo piccolo gesto diventa complicato. Il dottor Nicola Cuccurachi della Medicina Legale di Parma, il perito incaricato dal giudice di valutare anche l’incidenza delle lesioni sulla capacità lavorativa, ha perciò definito gravi la condizioni in cui si trova a vivere oggi il medico in conseguenza dei danni causati dalla soda caustica sparata. Il giudice ha accolto questa valutazione.
Poi ci sono le lesioni al volto. I segni del liquido corrosivo, visibili sul suo volto, meno su quello del figlio, colpito dall’aggressore mentre cercava di aiutare il padre. Proprio in conseguenza di questa importante perizia, la discussione si è poi concentrata su un altro aspetto importante: Albicini ha sparato la soda acustica anche al figlio della vittima in concomitanza della prima aggressione. I danni provocati al giovane sono quindi “in continuazione” con quelli del padre. Proprio perché Tondi ha dovuto assentarsi fino a luglio dal suo posto dirigenziale, il Policlinico per l’Ausl si era costituito parte civile: l’ospedaliera aveva dovuto sostenere spese quantificate in 40mila euro per sostituirlo garantendo la funzionalità del reparto.
In altre parole il miglioramento iniziale dopo l’intervento del professor Cavallini e dopo le cure prestate presso l’Oculistica del Policlinico non hanno potuto favorire ulteriori importanti progressi.
Oggi il cardiologo vittima dell’agguato è un professionista “azzoppato” nelle sue capacità lavorative: secondo il perito sono diminuite di un terzo. Prima di quell’agguato sotto casa la sera del 10 novembre 2016 Tondi era un affermato cardiologo che lavorava nella sala di Emodinamica, operava, seguiva i pazienti. È rimasto talmente danneggiato che oggi fatica molto a leggere un elettrocardiogramma. Certo, continua a dirigere il reparto di Cardiologia di Baggiovara, dà disposizioni, segue tutte le attività interne al reparto e mantiene saldamente il suo ruolo dirigenziale, ma è di fatto diventato un dirigente.
Anche la sua vita quotidiana ha subito sensibili peggioramenti a causa di questo drastico calo della vista: Tondi non può guidare l’auto, ad esempio. Ogni suo piccolo gesto diventa complicato. Il dottor Nicola Cuccurachi della Medicina Legale di Parma, il perito incaricato dal giudice di valutare anche l’incidenza delle lesioni sulla capacità lavorativa, ha perciò definito gravi la condizioni in cui si trova a vivere oggi il medico in conseguenza dei danni causati dalla soda caustica sparata. Il giudice ha accolto questa valutazione.
Poi ci sono le lesioni al volto. I segni del liquido corrosivo, visibili sul suo volto, meno su quello del figlio, colpito dall’aggressore mentre cercava di aiutare il padre. Proprio in conseguenza di questa importante perizia, la discussione si è poi concentrata su un altro aspetto importante: Albicini ha sparato la soda acustica anche al figlio della vittima in concomitanza della prima aggressione. I danni provocati al giovane sono quindi “in continuazione” con quelli del padre. Proprio perché Tondi ha dovuto assentarsi fino a luglio dal suo posto dirigenziale, il Policlinico per l’Ausl si era costituito parte civile: l’ospedaliera aveva dovuto sostenere spese quantificate in 40mila euro per sostituirlo garantendo la funzionalità del reparto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
