Vigili, braccio di ferro con Pelloni
Vignola. Nessun accordo col sindaco su uscita dall’Unione e piano con Savignano
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VIGNOLA. Rimangono tesi i rapporti tra la giunta Pelloni ed i sindacati di polizia locale sul tema della "Vignolexit", ovvero l'uscita di Vignola dal corpo unico di polizia municipale dell'Unione Terre di Castelli, che sarà votata nel consiglio comunale che si terrà lunedì. Il nuovo piano elaborato dal sindaco di Vignola, che prevede una convenzione con Savignano, non ha infatti convinto i sindacati, secondo i quali non diminuiscono le incertezze sul futuro dei lavoratori. Le due parti si sono confrontate mercoledì pomeriggio in Comune, durante una commissione consiliare che si è conclusa in serata. Tanto i sindacati quanto i consiglieri di opposizione hanno lamentato di aver ricevuto copia del progetto soltanto in mattinata, e che di conseguenza sarebbe servito più tempo per valutarne i meriti. Per questo motivo, e perché in attesa del parere di esperti sulla legittimità dell'operazione di voto, Paola Covili (Pd) e Mauro Smeraldi (Vignola Cambia) hanno chiesto che il consiglio aspetti ad esprimersi sulla "Vignolexit". «C'è stata una mancanza di informazione istituzionale - ha dichiarato Federico Coratella del Sulpl -. Si tratta di un progetto nuovo, che ora include non solo Vignola, ma anche Savignano, che non si è ancora espressa in modo ufficiale. Dobbiamo ripartire da zero». Per Giancarlo Francia, Rsu dell'Unione, «i servizi degli agenti sono suddivisi per ore e non per numeri. Così non è possibile sapere chi sarà in servizio e dove. Inoltre, si parla di investimenti, ma che investimenti sono, se si devono ricomprare i mezzi ora di proprietà dell'Unione?». Dal canto suo, Simone Pelloni ribadisce che «andare al voto subito permetterebbe di sbloccare la situazione per poi trattare con i sindacati stessi, mettendo così mano alla riorganizzazione vera e propria. Inoltre, se Savignano ha una sua proposta potrà esprimerla solo dopo l'uscita di Vignola, altrimenti con chi fa la convenzione?». Prima del voto di lunedì, fa sapere la giunta, «siamo disponibili a nuovi incontri e a nuovi confronti. Se e solo se ci saranno fornite serie motivazioni non politiche, siamo pronti a prendere in considerazione l’ipotesi di rinviare di qualche giorno la votazione sull'uscita».
Enrico Vincenzi
Enrico Vincenzi
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