Esce dal carcere e torna a spacciare allo Storchi
Un 36enne sorpreso dai carabinieri mentre cedeva alcune dosi di marijuana In tribunale la direttissima: la droga era poca, per lui scatta il divieto di dimora
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Uno dei fondamentali del piccolo spacciatore è il non avere mai in tasca droga in grandi quantitativi. Il metodo migliore, che è anche quello adottato dai più, è quello di nascondere le dosi nelle vicinanze dal luogo di spaccio o dell’appuntamento col cliente, tra i cespugli, sotto le panchine, negli anfratti dei muri. Se proprio si deve avere qualcosa in tasca, allora i pusher stanno comunque sotto ad una minima soglia, quella della “tolleranza”, quella per la quale, quando si va a processo, il giudice è solito decidere che il quantitativo per legge non è sufficiente a far scattare la misura cautelare del carcere. Insomma, niente carcere per il piccolo spaccio.
Questo “sistema” è stato seguito anche ieri mattina, quanto in tribunale è stato processato per direttissima un tunisino di 36 anni. Per lui è stato un ritorno in corso Canalgrande dopo un breve periodo: poco tempo fa infatti era finito al Sant’Anna sempre per motivi di spaccio di droga e dal carcere era uscito il 6 ottobre. Qualche giorno per guardarsi in giro , ristabilire i soliti contatti e poi eccolo di nuovo in azione nella sua postazione prediletta, il parco Pertini, la zona dietro al teatro Storchi.
Un luogo di culto ormai dello spaccio modenese perché si comprava e si vendeva droga già dalla fine del secolo scorso. Un luogo nel mirino delle forze dell’ordine che recentemente hanno intensificato i controlli, dopo il susseguirsi di episodi di spaccio, di aggressioni, di risse, di scippi e anche di una violenza sessuale nei confronti di una minorenne (il caso della 16enne che venne accerchiata da un branco di ragazzi maghrebini che allungarono le mani: lei riuscì fortunatamente a divincolarsi e a scappare). Controlli che vengono effettuati in borghese e con appostamenti. In uno di questi servizi è finito ancora in manette il 36enne tunisino: è stato colto in flagranza di reato dai carabinieri mentre stava vendendo cinque grammi di hascisc ad un cliente quarantenne italiano, poi segnalato alla prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti. I militari hanno bloccato e perquisito il tunisino e in una delle sue tasche hanno trovato altri pezzetti di hascisc, per circa 13 grammi, nonché 45 euro in banconote da piccolo taglio. Dunque il 36enne è stato arrestato, ieri è finito davanti al giudice che, dopo aver esaminato il caso, ha confermato l’arresto e ha stabilito, per lui che è domiciliato in città, il divieto di dimora nel territorio modenese. Niente carcere, ma se ne dovrà andare, per poi tornare quando ci sarà il processo.
Stefano Totaro
Questo “sistema” è stato seguito anche ieri mattina, quanto in tribunale è stato processato per direttissima un tunisino di 36 anni. Per lui è stato un ritorno in corso Canalgrande dopo un breve periodo: poco tempo fa infatti era finito al Sant’Anna sempre per motivi di spaccio di droga e dal carcere era uscito il 6 ottobre. Qualche giorno per guardarsi in giro , ristabilire i soliti contatti e poi eccolo di nuovo in azione nella sua postazione prediletta, il parco Pertini, la zona dietro al teatro Storchi.
Un luogo di culto ormai dello spaccio modenese perché si comprava e si vendeva droga già dalla fine del secolo scorso. Un luogo nel mirino delle forze dell’ordine che recentemente hanno intensificato i controlli, dopo il susseguirsi di episodi di spaccio, di aggressioni, di risse, di scippi e anche di una violenza sessuale nei confronti di una minorenne (il caso della 16enne che venne accerchiata da un branco di ragazzi maghrebini che allungarono le mani: lei riuscì fortunatamente a divincolarsi e a scappare). Controlli che vengono effettuati in borghese e con appostamenti. In uno di questi servizi è finito ancora in manette il 36enne tunisino: è stato colto in flagranza di reato dai carabinieri mentre stava vendendo cinque grammi di hascisc ad un cliente quarantenne italiano, poi segnalato alla prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti. I militari hanno bloccato e perquisito il tunisino e in una delle sue tasche hanno trovato altri pezzetti di hascisc, per circa 13 grammi, nonché 45 euro in banconote da piccolo taglio. Dunque il 36enne è stato arrestato, ieri è finito davanti al giudice che, dopo aver esaminato il caso, ha confermato l’arresto e ha stabilito, per lui che è domiciliato in città, il divieto di dimora nel territorio modenese. Niente carcere, ma se ne dovrà andare, per poi tornare quando ci sarà il processo.
Stefano Totaro
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