“Il controllore”
Gli Omini in treno: vite intrecciate fra i vagoni
Un sacchetto azzurro è il primo protagonista de “Il controllore”, lavoro della compagnia Gli Omini in scena stasera alle Moline di Bologna (ore 23). È solo un sacchetto dell’immondizia ma basta a...
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Un sacchetto azzurro è il primo protagonista de “Il controllore”, lavoro della compagnia Gli Omini in scena stasera alle Moline di Bologna (ore 23). È solo un sacchetto dell’immondizia ma basta a provocare una sosta del treno che, con mosche e caldo a fare da contorno, verrà accompagnata dalla famosa frase: «Ci scusiamo per il disagio». Fra sedili, sportelli che sbattono e finestrini che si chiudono, tre controllori si aggirano in un piccolo mondo che lascia loro l’illusione di avere il controllo, ma che infine li travolge inesorabilmente un po’ come fa la vita fuori dalle rotaie. Lo spettacolo è basato su incontri reali fra la compagnia e viaggiatori avvenuti lungo la linea ferroviaria Porretta-Bologna. Sono storie quotidiane e un po’ grottesche, dove il “titolo di viaggio” non è più un biglietto da esibire ma il nome da assegnare a ciascuno dei percorsi individuali rappresentati sul palco. Il treno diventa uno spettacolo di vite intrecciate in cui i vagoni sono pieni, l’impianto di aerazione è rotto ma «se collaboriamo passeremo tutti una bella giornata». Vite che non hanno cura del «Signora, la prego, lo sa che qui ogni quattro ore succede una strana disgrazia a cui io devo in qualche modo riparare?» - come viene detto a una donna in procinto di suicidarsi sui binari - ma che comunque costringono i controllori a posare il fischietto e condividere piccoli frammenti della loro quotidianità con i passeggeri. Così, fra incontri, scontri e strane “alleanze” per far fronte a disagi e imprevisti, la separazione fra controllori e “controllati” diviene via via sempre più sfumata, sino a suggerire un ambiguo ma sincero “senso di comunanza”. Quasi a ricordare che per quanto il viaggio della vita possa rivelarsi complicato, «questo treno prima o poi deve ripartire».
Ornella Giua
Ornella Giua
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