Gazzetta di Modena

Modena

“Luciano” di Manfredini la distanza fra sé e il resto

di Ornella Giua
“Luciano” di Manfredini la distanza fra sé e il resto

«Luciano è un viaggio oltre i confini della veglia, della mente e oltre il corridoio di un ospedale psichiatrico». Così Danio Manfredini ci descrive “Luciano”, che debutta al Vie Festival stasera...

2 MINUTI DI LETTURA





«Luciano è un viaggio oltre i confini della veglia, della mente e oltre il corridoio di un ospedale psichiatrico». Così Danio Manfredini ci descrive “Luciano”, che debutta al Vie Festival stasera alle 21.30 presso l'Arena del Sole di Bologna (unica replica). Lo spettacolo è incentrato sull'omonima figura di un uomo con cui Manfredini lavorò per 20 anni durante un suo periodo di servizio presso un ospedale psichiatrico. Non è nuova la scelta di questo scenario in Manfredini, come non lo sono le tematiche affrontate: l’omosessualità, la prostituzione e tutti quegli aspetti della società spesso nascosti e relegati ai margini. Bagni pubblici, corridoi d’ospedale, parchi notturni, locali a luci rosse sono i contesti in cui si muovono cinque personaggi mascherati, cinque “visioni” che costituiscono ciascuno - come le definisce l'attore/regista - una diversa «forma di atterraggio alla realtà». Sulla scena ogni elemento è essenziale ed evocativo: attraverso gli oggetti, alcuni disegni, quadri ispirati agli schizzi tratteggiati dallo stesso Manfredini durante il suo servizio negli ospedali, Luciano crea «squarci di fantasia, che esprimono come in lui il confine fra realtà e dimensione onirica sia labile. Un tale polivalenza fra pensiero, fantasia, sogno e allucinazione diventa per un internato qualcosa di estremamente necessario per sfuggire alla disperazione», come sottolinea Manfredini. Il lavoro sottolinea l’importanza della dimensione interiore della coscienza concentrandosi sulla «percezione interna delle cose». Un’individualità che vede la propria importanza incarnata in Luciano, personaggio che attraversa il mondo e lo fotografa senza giudicarlo. Tuttavia «l’individuo ha importanza in quanto portatore di una soggettività, ma se quest'ultima viene esasperata si ricade in un narcisismo che mette in luce una solitudine disperata e la conseguente perdita della solidarietà umana nonché della consapevolezza che siamo tutti di passaggio». Una possibile valenza “politica” dell'opera che, però, non vuole proporci soluzioni a portata di mano ma invitarci a riflettere su quanto afferma Luciano: «così è e non può essere diverso».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google