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Modena, il vescovo Erio querela un sito per una bufala sui migranti

Modena, il vescovo Erio querela un sito per una bufala sui migranti

La falsa notizia su un contributo milionario inesistente per ospitare profughi nella Diocesi «Tutto questo diffonde un clima di odio cieco che non porta a nulla di buono sull’accoglienza»

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MODENA. È partito da una esperienza personale, una “fake news” subita, don Erio Castellucci nel suo intervento al Festival della Migrazione. L’arcivescovo ha ricordato un episodio di una bufala messa online nel 2014 e riemersa con forza la scorsa primavera: «Riguardava proprio l’accoglienza dei migranti, una notizia falsa che è girata in rete e che parlava di oltre 8 milioni di euro per la diocesi di Modena per accogliere i profughi: il titolo diceva “Modena: arcivescovo incassa 8.942.500 euro per ospitare profughi”. Naturalmente dapprima non ho dato peso, poi la cosa è montata e ho fatto una smentita sul sito della diocesi. Alla fine sono arrivati molti messaggi denigratori (don Erio ne ha letti alcuni in assemblea, ndr) e abbiamo deciso di intervenire denunciando. Colpisce un’analogia, che spero non risulti fuori luogo. Ottant’anni fa, a partire dalla Germania, questo linguaggio viscerale e irrazionale veniva utilizzato per buttare veleno contro gli ebrei e, in nome della “razza pura”, ai discendenti di Abramo veniva attribuita ogni infamia; in realtà l’antigiudaismo e l’antisemitismo duravano da secoli, ma il nazismo li utilizzò al preciso scopo di annientare gli ebrei; cosa che riuscì per un terzo del totale: sei milioni su diciotto. Non siamo a questo livello, ma la logica di chi in maniera istintiva si scaglia contro i migranti e contro le istituzioni che cercano di dare loro aiuto, senza accettare un confronto sui dati, senza ragionare e limitandosi ad offendere, diffonde purtroppo un clima di odio cieco che non porta a nulla di buono».

Ieri, prima giornata dell’iniziativa promossa da Fondazione Migrantes, Porta Aperta, Università e Crid, IntegriaMo, con la presenza di 35 enti aderenti del territorio e col sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Hera, Bper, Conad e Menù, si è parlato di media e migrazione. E, tra gli altri, non è mancato il saluto in video del presidente onorario del comitato scientifico, Romano Prodi: «È indispensabile che una riflessione su questi temi non rimanga solo una prerogativa di intellettuali o addetti ai lavori. Quando si parla di migrazione c’è chi non apre le orecchie, altri invece, hanno anche timori genuini, a causa della cattiva gestione del fenomeno, che vanno presi sul serio».

Don Gianni De Robertis, direttore di Fondazione Migrantes, ha aggiunto: «Guardare le persone negli occhi, dare volto e carne alle storie, così si combatte disprezzo e odio». De Robertis ha fornito alcuni dati: «Se la comunicazione sui migranti è diventata un fatto quotidiano, essi però quasi sempre restano senza voce, nei nostri Tg immigrati, migranti e rifugiati hanno voce solo nel 3% dei servizi. Il rischio allora è l’indifferenza, perdere il senso della pena e del dolore ma non la paura, abituarci al male. La comunicazione – ha concluso - non solo rispetti i protocolli deontologici, ma nasca da un incontro con i migranti. È questo che fa la differenza».

Tra i saluti quello del sindaco, Gian Carlo Muzzarelli che ha spiegato come «l’informazione sia indispensabile per evitare che continui a farsi strada il parallelismo tra migranti e insicurezza. Determinante è anche il ruolo di chi fa educazione» e del Prefetto di Modena Maria Patrizia Paba: «Questo Festival coinvolge società civile, istituzioni politiche ed ecclesiastiche, Università: espressione delle forze in gioco per affrontare il tema della migrazione a tutti i livelli». Per la cronaca, ieri mattina davanti al Centro Famiglia di Nazareth è comparso uno striscione firmato da estremisti di destra che è stato subito rimosso. (p.s.)
 

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