«Otto ore sulla sedia aspettando il ricovero»
di Valentina Corsini
Mirandola. All’ospedale non c’è un posto letto, anziana costretta in sala d’attesa: la rabbia dei parenti
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MIRANDOLA. Otto ore prima di avere un letto. Nonostante lo stesso personale sanitario avesse riconosciuto le sue condizioni di salute come critiche e necessitanti un ricovero. È quello che è accaduto ad una 79enne di Bomporto ieri all’ospedale Santa Maria Bianca, rimasta seduta dalle 11 fino alle 19 su una sedia prima che le venisse infine dato un letto in Osservazione breve intensiva (Obi). Ma solo dopo le urla e le lamentele da parte dei parenti che, ormai esasperati per quell’attesa infinita, hanno minacciato di chiamare addirittura i carabinieri.
«Ieri alle 9,40 ho accompagnato mia suocera al pronto soccorso di Mirandola dietro consiglio del suo medico curante che, dopo una radiografia al torace, le ha detto che le condizioni erano gravi e doveva essere ricoverata - racconta la nuora, infermiera - e infatti al Pronto soccorso le è stato assegnato un codice giallo. Aspettiamo due ore e infine viene visitata dal medico che riconosce debba essere ricoverata. Ci promettono che entro le 14 ci sarà comunicato dove: se a Mirandola, a Carpi, a Vignola o Pavullo. Ma che il letto ci sarebbe stato. Da quel momento, però, è iniziato il suo calvario».
Per cui la nuora, insieme al marito e al cognato, si sono a dir poco indignati ed arrabbiati. «Mia suocera, che pesa 39 chili, anche a causa di progressi problemi di salute, è rimasta seduta su una sedia fino alle 19. Sono allibita da come una donna che non ha mai dato problemi a nessuno nella vita, e che era in condizioni critiche di salute, sia stata abbandonata lì per così tante ore - tuona la nuora - come se fosse in un albergo e non in un ospedale della tanto decantata sanità pubblica della nostra regione. Che invece si è dimostrata carente e ha tolto dignità ad una persona. Perché siamo dovuti arrivare alle urla per far sì che dopo così tanto tempo la considerassero. Mio cognato, che è venuto a darmi il cambio perché io dovevo andare a lavorare, alle 18,30 mi chiama dicendomi che non le avevano ancora dato un letto. Così lui e mio marito si sono messi ad urlare finché, guarda caso, le è stato dato in Obi. La prossima volta andremo a Baggiovara: tanto ormai si concentra tutto là. Ma è giusto che cittadini della Bassa si sobbarchino 80 chilometri perché il trattamento a Mirandola è questo? No, non lo è».
«Ieri alle 9,40 ho accompagnato mia suocera al pronto soccorso di Mirandola dietro consiglio del suo medico curante che, dopo una radiografia al torace, le ha detto che le condizioni erano gravi e doveva essere ricoverata - racconta la nuora, infermiera - e infatti al Pronto soccorso le è stato assegnato un codice giallo. Aspettiamo due ore e infine viene visitata dal medico che riconosce debba essere ricoverata. Ci promettono che entro le 14 ci sarà comunicato dove: se a Mirandola, a Carpi, a Vignola o Pavullo. Ma che il letto ci sarebbe stato. Da quel momento, però, è iniziato il suo calvario».
Per cui la nuora, insieme al marito e al cognato, si sono a dir poco indignati ed arrabbiati. «Mia suocera, che pesa 39 chili, anche a causa di progressi problemi di salute, è rimasta seduta su una sedia fino alle 19. Sono allibita da come una donna che non ha mai dato problemi a nessuno nella vita, e che era in condizioni critiche di salute, sia stata abbandonata lì per così tante ore - tuona la nuora - come se fosse in un albergo e non in un ospedale della tanto decantata sanità pubblica della nostra regione. Che invece si è dimostrata carente e ha tolto dignità ad una persona. Perché siamo dovuti arrivare alle urla per far sì che dopo così tanto tempo la considerassero. Mio cognato, che è venuto a darmi il cambio perché io dovevo andare a lavorare, alle 18,30 mi chiama dicendomi che non le avevano ancora dato un letto. Così lui e mio marito si sono messi ad urlare finché, guarda caso, le è stato dato in Obi. La prossima volta andremo a Baggiovara: tanto ormai si concentra tutto là. Ma è giusto che cittadini della Bassa si sobbarchino 80 chilometri perché il trattamento a Mirandola è questo? No, non lo è».
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