festival della migrazione/1
«Basta ipocrisie: oggi è impossibile arrivare in Europa»
Giornata clou per la seconda edizione del Festival Migrazione, iniziativa promossa da Fondazione Migrantes, Porta Aperta, Università e Crid, IntegriaMo, con la presenza di 35 enti aderenti del...
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Giornata clou per la seconda edizione del Festival Migrazione, iniziativa promossa da Fondazione Migrantes, Porta Aperta, Università e Crid, IntegriaMo, con la presenza di 35 enti aderenti del territorio e col sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Hera, Bper, Conad e Menù, che si chiude oggi.
In mattinata si è parlato di Ong: tema molto caldo e altrettanto interessante grazie ad ospiti molto qualificati. Regina Catrambone, direttrice e fondatrice Moas ha affermato: «La Libia non è un Paese sicuro, per questo motivo abbiamo fermato la missione nel Mediterraneo e, su invito di papa Francesco, ci siamo spostati in Bangladesh dove il flusso di rohingya che fuggono dal Myanmar è enorme. La comunità internazionale va richiamata prima che questo fenomeno di-venti incontrollabile. Il Bangladesh non ha messo barriere per l’accoglienza, ma ora la pressione è fortissima e c’è necessità di un intervento urgente. Nel Mediterraneo abbiamo già incontrato tante persone provenienti dal Bangladesh, questo è un fenomeno che coinvolge già l’Europa e che aumenterà col tempo. Il popolo rohingya è apolide, non ha una cittadinanza e non ha un luogo dove andare. Solo attraverso un’azione comune si può trovare una soluzione». Marco Bertotto, responsabile Advocacy & Public Awareness di Medici Senza Frontiere, ha proseguito: «Le Ong hanno salvato vite in mare. Non vogliamo aperture indiscriminate, riconosciamo il diritto degli stati a presidiare i propri confini, ma senza una gestione il fenomeno migratorio diventa incontrollato. Il contenimento delle partenze, voluto dal ministro Minniti, non è la strada giusta, questa scelta ha esternalizzato la sofferenza e generato l’idea che l’Europa è una fortezza. Così, invece, naufragano anche i nostri principi».
Giampaolo Musumeci, giornalista autore di numerosi reportage sul tema, non ha rinunciato a una battuta citando un trafficante di uomini che ha intervistato in carcere: «Non li puoi fermare. Sai perchè? Perchè io sono come Mosè, e Mosè è stato il primo trafficante della storia». L’europarlamentare Elly Schlein ha concluso: «È ipocrita parlare di immigrazione irregolare quando è impossibile arrivare legalmente in Europa. Così come è ipocrita parlare di successo per l'accordo fatto con Turchia e Libia. L'Europa deve lavorare a soluzioni come la revisione del trattato di Dublino in atto». (p.s.)
In mattinata si è parlato di Ong: tema molto caldo e altrettanto interessante grazie ad ospiti molto qualificati. Regina Catrambone, direttrice e fondatrice Moas ha affermato: «La Libia non è un Paese sicuro, per questo motivo abbiamo fermato la missione nel Mediterraneo e, su invito di papa Francesco, ci siamo spostati in Bangladesh dove il flusso di rohingya che fuggono dal Myanmar è enorme. La comunità internazionale va richiamata prima che questo fenomeno di-venti incontrollabile. Il Bangladesh non ha messo barriere per l’accoglienza, ma ora la pressione è fortissima e c’è necessità di un intervento urgente. Nel Mediterraneo abbiamo già incontrato tante persone provenienti dal Bangladesh, questo è un fenomeno che coinvolge già l’Europa e che aumenterà col tempo. Il popolo rohingya è apolide, non ha una cittadinanza e non ha un luogo dove andare. Solo attraverso un’azione comune si può trovare una soluzione». Marco Bertotto, responsabile Advocacy & Public Awareness di Medici Senza Frontiere, ha proseguito: «Le Ong hanno salvato vite in mare. Non vogliamo aperture indiscriminate, riconosciamo il diritto degli stati a presidiare i propri confini, ma senza una gestione il fenomeno migratorio diventa incontrollato. Il contenimento delle partenze, voluto dal ministro Minniti, non è la strada giusta, questa scelta ha esternalizzato la sofferenza e generato l’idea che l’Europa è una fortezza. Così, invece, naufragano anche i nostri principi».
Giampaolo Musumeci, giornalista autore di numerosi reportage sul tema, non ha rinunciato a una battuta citando un trafficante di uomini che ha intervistato in carcere: «Non li puoi fermare. Sai perchè? Perchè io sono come Mosè, e Mosè è stato il primo trafficante della storia». L’europarlamentare Elly Schlein ha concluso: «È ipocrita parlare di immigrazione irregolare quando è impossibile arrivare legalmente in Europa. Così come è ipocrita parlare di successo per l'accordo fatto con Turchia e Libia. L'Europa deve lavorare a soluzioni come la revisione del trattato di Dublino in atto». (p.s.)
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