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Coppia di Pane di Modena, che emozione il terzo posto al concorso Gazzetta

Coppia di Pane di Modena, che emozione il terzo posto al concorso Gazzetta

Attilio Sogari: «Dedico questo premio a tutte le ragazze che con me hanno creduto nel lavoro»

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MODENA. Si commuove Attilio Sogari quando gli consegniamo la targa del terzo classificato al concorso con 4399 voti ricevuti.

Gli occhi si fanno lucidi e la voce è rotta dall’emozione quando il titolare del forno “La Coppia di Pane” di via Beethoven, riavvolge il nastro della sua avventura - partita tre anni fa quasi per caso - e approdata ora ad un riconoscimento che per lui è la coronazione delle tante difficoltà superate e della stima che la clientela gli ha infine attestato. Ripagando lui e il suo staff dei momenti difficili degli inizi e di quella voglia e caparbietà che tutti insieme hanno avuto nel non voler mollare mai.

C’è molto di lui in questo risultato, della sua tenacia e della capacità di vincere le sfide che si incontrano nella vita. Perché non è da tutti arrivare in Italia dal Venezuela, a soli 14 anni e con 50mila lire in tasca, stabilirsi a San Felice, sposarsi e avere due figlie, e poi fondare una tipografia che porta il suo nome e che oggi spegne 17 candeline.

Poi una nuova sfida: quella di rilevare questo forno nel 2014 dopo che la precedente gestione si era trovata in difficoltà.

Ecco perché oggi, a 53 anni, il trofeo che gli consegniamo vale molto di più di una semplice targa da mettere in bella mostra sul bancone del forno. Perché la valenza simbolica che assume è quella dell’ennesima sfida vinta, professionale e privata, e un esempio di come la forza d’animo e la passione possano fare tanto. Anche quando apparentemente non sembrerebbe così.

«Dedico questo premio a tutte le ragazze che lavorano con me - dice Attilio - perché vivono il lavoro sulla loro pelle e vi si dedicano con molta passione e mettendo a disposizione il loro tempo con rigore e tantissima voglia di fare. Perché gli inizi, tre anni fa quando ho preso in gestione il forno, non sono stati affatto facili. Ma tutti insieme ci abbiamo creduto, senza mollare mai. E per me, oggi, questa è l’ennesima sfida vinta. Per cui devo ringraziare anche mia moglie Nadia che cura la parte amministrativa dell’attività: il suo aiuto è fondamentale. Ma è un premio che dedico anche a tutti i fornai, ringraziando voi della Gazzetta per aver fatto conoscere ai lettori cos’è un forno e il lavoro del formaio. Un po’ di rammarico c’è per essere arrivati “solo” terzi, ma siamo comunque felicissimi e orgogliosi. Grazie a tutti». (v.c.)

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