Forno Bavutti di Bomporto, la Bassa sul podio «Noi piccoli resistiamo»
Le attività a conduzione familiare si confrontano con la grande distribuzione «Non ci aspettavamo tanti voti. Diciamo grazie ai nostri clienti affezionati»
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BOMPORTO. Il secondo posto del Forno Bavutti di Bomporto, con 4560 voti, segna il trionfo e il riscatto di tutti i piccoli Forni della Bassa, dalla lunga tradizione familiare, sulla crescente concorrenza data dalla grande distribuzione.
Il secondo gradino del podio su cui si accomoda la famiglia Bavutti, titolare di questa storica attività del paese fin da quando venne fondata nel lontano 1891, è la vittoria delle piccole botteghe artigianali dove il pane lo si fa ancora come una volta, in una sorta di passaggio di testimone tra passato e presente. Un’artigianalità che è stata infine premiata dall’affetto della clientela di sempre, quella di paese, quella che ancora il pane va ad acquistarlo tutti i giorni nello stesso posto come fosse un’abitudine irrinunciabile. Tale e quale a bere il caffè nel bar sotto casa.
Un piccolo mondo antico di cui gli attuali custodi sono Nicoletta Bavutti e il marito Silvio Bavieri, che hanno coinvolto nell’attività non solo la figlia Marianna, ma anche tanti altri familiari.
«Sono molto contenta del risultato che abbiamo ottenuto perché non ce lo aspettavamo - afferma Nicoletta - noi siamo un piccolo forno di un piccolo paese, in cui ci conosciamo tutti. Gente semplice, insomma. Ma forse è stato proprio grazie ai nostri clienti affezionati che siamo riusciti ad ottenere così tanti voti. Perché questa per me è davvero la vittoria dei piccoli forni e dei piccoli paesi della Bassa, che devono lottare il doppio per portare avanti l’attività, circondati da tanti supermercati che una volta non c’erano. Oltre a tutti coloro che ci hanno votati, devo ringraziare mio padre Giuseppe, che purtroppo non c’è più, perchè è riuscito a trasmetterci l’arte di fare il pane, che è la più antica del mondo e per me anche la migliore. E poi mia madre che ci ha invece insegnato a gestire la clientela in negozio. Dobbiamo davvero tutto a loro».
Ugualmente soddisfatto il marito di Nicoletta che dal 2003, quando il papà Giuseppe è venuto a mancare, ne ha raccolto il lascito diventando il nuovo fornaio. «Ringrazio davvero tanto voi della Gazzetta perché avete proposto un concorso molto interessante, che ha dato lustro a noi e al nostro paese - dice Silvio - e i ringraziamenti vanno ovviamente anche a tutti i nostri clienti ed amici per averci votati. Ci tenevamo a fare bella figura, ma non ci aspettavamo fino a questo punto! Siamo davvero soddisfatti, grazie a tutti».
Valentina Corsini
Il secondo gradino del podio su cui si accomoda la famiglia Bavutti, titolare di questa storica attività del paese fin da quando venne fondata nel lontano 1891, è la vittoria delle piccole botteghe artigianali dove il pane lo si fa ancora come una volta, in una sorta di passaggio di testimone tra passato e presente. Un’artigianalità che è stata infine premiata dall’affetto della clientela di sempre, quella di paese, quella che ancora il pane va ad acquistarlo tutti i giorni nello stesso posto come fosse un’abitudine irrinunciabile. Tale e quale a bere il caffè nel bar sotto casa.
Un piccolo mondo antico di cui gli attuali custodi sono Nicoletta Bavutti e il marito Silvio Bavieri, che hanno coinvolto nell’attività non solo la figlia Marianna, ma anche tanti altri familiari.
«Sono molto contenta del risultato che abbiamo ottenuto perché non ce lo aspettavamo - afferma Nicoletta - noi siamo un piccolo forno di un piccolo paese, in cui ci conosciamo tutti. Gente semplice, insomma. Ma forse è stato proprio grazie ai nostri clienti affezionati che siamo riusciti ad ottenere così tanti voti. Perché questa per me è davvero la vittoria dei piccoli forni e dei piccoli paesi della Bassa, che devono lottare il doppio per portare avanti l’attività, circondati da tanti supermercati che una volta non c’erano. Oltre a tutti coloro che ci hanno votati, devo ringraziare mio padre Giuseppe, che purtroppo non c’è più, perchè è riuscito a trasmetterci l’arte di fare il pane, che è la più antica del mondo e per me anche la migliore. E poi mia madre che ci ha invece insegnato a gestire la clientela in negozio. Dobbiamo davvero tutto a loro».
Ugualmente soddisfatto il marito di Nicoletta che dal 2003, quando il papà Giuseppe è venuto a mancare, ne ha raccolto il lascito diventando il nuovo fornaio. «Ringrazio davvero tanto voi della Gazzetta perché avete proposto un concorso molto interessante, che ha dato lustro a noi e al nostro paese - dice Silvio - e i ringraziamenti vanno ovviamente anche a tutti i nostri clienti ed amici per averci votati. Ci tenevamo a fare bella figura, ma non ci aspettavamo fino a questo punto! Siamo davvero soddisfatti, grazie a tutti».
Valentina Corsini
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