Gazzetta di Modena

Modena

questa sera al palazzo dei musei 

La comunità Baha’i ha una “casa” in città

La comunità Baha’i ha una “casa” in città

La piccola comunità Baha'i modenese si accinge a celebrare il Bicentenario della nascita del loro profeta, Baha'u'llah, "splendore di Dio", in persiano. Sono attese centinaia di fedeli da tutta l'Emil...

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La piccola comunità Baha'i modenese si accinge a celebrare il Bicentenario della nascita del loro profeta, Baha'u'llah, "splendore di Dio", in persiano. Sono attese centinaia di fedeli da tutta l'Emilia Romagna nei festeggiamenti modenesi questa sera alle ore 21 al Palazzo dei Musei. In città, la religione baha'i conta decine di fedeli organizzati nel Gruppo locale che non ha una sede fisica. A Modena, i devoti si ritrovano nelle case private dei singoli membri per pregare e meditare. Ad un livello superiore ci sono le Assemblee spirituali locali inquadrate dall'Assemblea spirituale nazionale dei Baha'i d'Italia con sede a Roma. Tutte le Assemblee nazionali fanno capo, infine, alla Casa Universale di Giustizia di Haifa (in Israele), il santuario Baha'i più importante. Nel mondo ci sono 7 milioni di fedeli sparsi in oltre 200 paesi, in Italia sono circa 3000. Confessione a vocazione universale, derivata dall'Islam sciita, la religione Baha'i si fonda su di un rigido monoteismo inteso come unità dei credenti. Fra i suoi valori spiccano la non-violenza, l'uguaglianza etnica e quella di genere, l'unità delle religioni e della razza umana, la lotta alla povertà e l'istruzione obbligatoria universale. Fondata da un mistico perisano, i suoi fedeli sono stati spesso oggetto di persecuzione soprattutto in Iran dove dopo la rivoluzione khomeinista del 1979 la religione Baha'i è stata dichiarata fuorilegge e i suoi leader incarcerati. Affermare che Maometto non è l'ultimo profeta e sostenere la parità di genere li pose in diretto contrasto con il rigorismo degli ayatollah. Religione senza clero né sacramenti, con una visione fortemente egualitaria della società i Baha'i sono ritenuti infatti degli eretici dai musulmani. I Baha'i credono che il loro fondatore non sia nient'altro che l'ultimo di una lunga serie di “educatori divini” (come li chiamano i credenti baha'i) che da Abramo giungono fino a Gesù e Maometto mentre per i musulmani a chiudere la catena di rivelazioni profetiche è proprio il Corano, verbo definitivo di Dio, affidato a Maometto. Il messaggio di Baha'u'llah si ascrive nella continuità delle rivelazioni ebree, cristiane e musulmane ma ha una sua dottrina separata e dei testi sacri propri come il “Bayan” e il “Kitab-i-Aqdas” (il “Libro santo”), entrambe scritti in persiano e arabo. Figura di spicco della religione Baha'i in Italia è l'ingegnere Giuseppe Robiati, relatore dell'incontro modenese di domenica sera. Manager milanese, Robiati è autore di numerosi saggi sulla storia e la dottrina dei Baha'i. Nella sua divulgazione cerca di applicare i principi dei Baha'i alla vita professionale. Centrale nel suo discorso è il concetto e la definizione del comportamento etico, tanto come visione di un nuovo ordine mondiale, quanto come strumento pratico del mondo degli affari e sociopolitico.

Gaetano Josè Gasparini

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