Màt Pride, insieme per accogliere
È iniziata la Settimana della Salute Mentale. Starace: «Forte potere terapeutico»
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«Una comunità accogliente può esercitare un potere terapeutico».
Modena dimostra che la frase è vera e scende in piazza contro i pregiudizi. Sono le 16 di ieri quando oltre duecento persone iniziano a marciare insieme nella seconda edizione del Màt Pride. Le etichette di medici e pazienti, familiari e operatori si fondono. Non esistono più gerarchie, ma un’unica marea dai colori giallo, blu e rosso. Il primo è il colore ufficiale del Màt, la Settimana della Salute mentale iniziata ieri e che durerà fino a sabato, spegnendo quest’anno sette candeline. Il secondo è il colore della banda cittadina Ferri. Il terzo appartiene alla MattaBanda, un corpo di musicisti e trampolieri che si esibisce due volte in via Emilia Centro.
Musica e colori sono una calamita per i passanti. Persone di tutte le età si avvicinano con lo smartphone o la macchina fotografica alla mano per assistere. Qualcuno prende il cellulare e si scatta un selfie con l’amico sullo sfondo della manifestazione. In tanti decidono di abbandonare le attività e unirsi al corteo. Un modo non semplicemente per fare festa, ma anche per riflettere.
«C’è la felicità di affrontare un tema senza zavorre e la serenità di organizzare qualcosa che fa bene a tutta la cittadinanza - garantisce Fabrizio Starace, direttore del dipartimento di Salute mentale che cura il calendario di 88 eventi - Inoltre, è possibile riflettere sulle patologie non soltanto da un punto di vista tecnico. Ci sono tanti modi per arrivare alle persone che hanno un disagio psichico e tendono a chiudersi. A Modena ci sono professionisti, servizi e una comunità accogliente in grado di esercitare un potere terapeutico».
Alla Tenda, al lancio ufficiale della manifestazione, riecheggia un’altra parola chiave: inclusione. «Una condizione di malessere può riguardare ciascuno di noi - conclude il medico – per cui non bisogna isolare o ritirarci, ma riflettere e rielaborare».
Gabriele Farina
Modena dimostra che la frase è vera e scende in piazza contro i pregiudizi. Sono le 16 di ieri quando oltre duecento persone iniziano a marciare insieme nella seconda edizione del Màt Pride. Le etichette di medici e pazienti, familiari e operatori si fondono. Non esistono più gerarchie, ma un’unica marea dai colori giallo, blu e rosso. Il primo è il colore ufficiale del Màt, la Settimana della Salute mentale iniziata ieri e che durerà fino a sabato, spegnendo quest’anno sette candeline. Il secondo è il colore della banda cittadina Ferri. Il terzo appartiene alla MattaBanda, un corpo di musicisti e trampolieri che si esibisce due volte in via Emilia Centro.
Musica e colori sono una calamita per i passanti. Persone di tutte le età si avvicinano con lo smartphone o la macchina fotografica alla mano per assistere. Qualcuno prende il cellulare e si scatta un selfie con l’amico sullo sfondo della manifestazione. In tanti decidono di abbandonare le attività e unirsi al corteo. Un modo non semplicemente per fare festa, ma anche per riflettere.
«C’è la felicità di affrontare un tema senza zavorre e la serenità di organizzare qualcosa che fa bene a tutta la cittadinanza - garantisce Fabrizio Starace, direttore del dipartimento di Salute mentale che cura il calendario di 88 eventi - Inoltre, è possibile riflettere sulle patologie non soltanto da un punto di vista tecnico. Ci sono tanti modi per arrivare alle persone che hanno un disagio psichico e tendono a chiudersi. A Modena ci sono professionisti, servizi e una comunità accogliente in grado di esercitare un potere terapeutico».
Alla Tenda, al lancio ufficiale della manifestazione, riecheggia un’altra parola chiave: inclusione. «Una condizione di malessere può riguardare ciascuno di noi - conclude il medico – per cui non bisogna isolare o ritirarci, ma riflettere e rielaborare».
Gabriele Farina
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