«Mdp ha influito soprattutto sui dirigenti»
Nella conferenza di fine mandato il segretario uscente del Pd Lucia Bursi ha affrontato anche il tema della scissione avvenuta a febbraio scorso, con la nascita di Articolo Uno-Mdp: «In questi...
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Nella conferenza di fine mandato il segretario uscente del Pd Lucia Bursi ha affrontato anche il tema della scissione avvenuta a febbraio scorso, con la nascita di Articolo Uno-Mdp: «In questi quattro anni ho vissuto da segretario una delle cose più tragiche che possano succedere ad un partito, ovvero una scissione. Senza dubbio si è trattato di un momento molto difficile per tutti». Per quanto riguarda l’impatto della rottura sulle iscrizioni, la Bursi fa notare che «i numeri li avremo solo quando conosceremo i dati del nuovo tesseramento, ma per ora l’impressione è che l’impatto della scissione sulle iscrizioni sia stato minore di quello sulla classe dirigente». A lasciare il Pd per Mdp, insomma, sono stati tanti dirigenti, ma non troppi iscritti, che invece se ne sono andati per altri motivi: «Senza dubbio - riprende la Bursi - hanno pesato molto alcune riforme non gradite a molti tesserati, a partire dal Jobs act. E poi, rispetto al passato gli iscritti si sono sentiti meno tutelati degli elettori, tanto che il rapporto iscritti-elettori è stato al centro di un lungo dibattito». Per quanto riguarda il nuovo congresso, il segretario uscente ha risposto anche alle perplessità emerse da una parte del Pd, sintetizzate nei giorni scorsi dalle parole del consigliere regionale Luca Sabattini: «Ci sta che qualcuno potesse immaginare percorsi diversi da quello intrapreso - spiega - io stessa sono stata eletta in un congresso in cui c’è stato un confronto tra due candidati. In questo periodo storico però credo che l’idea di una candidatura unitaria sia la cosa migliore, e le risposte arrivate nei circoli vanno in questa direzione». (l.g.)
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