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mirandola. l’AUSL REPLICA 

«Otto ore prima del ricovero? Falso, doveva stare seduta»

«Otto ore prima del ricovero? Falso, doveva stare seduta»

MIRANDOLA. «Non esiste alcun problema di posti letto all’Ospedale di Mirandola: nella giornata di venerdì 20 ottobre tutti i pazienti provenienti dal Pronto soccorso per i quali era necessario il...

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MIRANDOLA. «Non esiste alcun problema di posti letto all’Ospedale di Mirandola: nella giornata di venerdì 20 ottobre tutti i pazienti provenienti dal Pronto soccorso per i quali era necessario il ricovero in Medicina a Mirandola sono stati regolarmente ricoverati presso l’Ospedale Santa Maria Bianca». Si difende così l’azienda Ausl, dopo la sconcertante denuncia di una famiglia di Bomporto: una anziana in gravi condizioni tenuta otto ore a sedere, prima che, dopo le urla dei parenti, le venisse trovato il posto letto che le era stato promesso. D’altra parte quella dei posti letto è un’ulcera - perforante - aperta: da mesi comitati e minoranze politiche denunciano i tagli alla sanità della Bassa, da mesi l’amministrazione e l’Ausl rassicurano sulla situazione.

«La signora alla quale verosimilmente si fa riferimento, arrivata alle 9,26 e classificata al Triage come codice giallo, è stata visitata alle 10,20 con un inquadramento clinico compatibile con la permanenza in Pronto soccorso; è stata posta in Osservazione breve intensiva (OBI) alle ore 13,24 e alle ore 14 le è stato assegnato il posto letto in Medicina a Mirandola insieme ad altri 5 pazienti - spiega ora la nota dell’Ausl - È stata l’ultima ad accedere al reparto in quanto il ricovero avviene in maniera sequenziale in base alla gravità delle condizioni cliniche».

Spiegazione anche sulla posizione - seduta - che la donna ha assunto. Posizione scandalosa per i parenti, i quali hanno tra l’altro segnalato che pesa appena 39 chili.

«La signora è stata posizionata in posizione seduta anziché sdraiata in relazione alle sue condizioni cliniche - replica l’Ausl - Come ovunque, anche nella sanità pubblica della nostra Regione l’ingresso in reparto avviene per ordine di priorità in relazione all’inquadramento clinico dei diversi casi e non certo a causa di proteste più o meno veementi dei famigliari». Segue una indicazione: «Spiace dover ancora una volta constatare come presunte condizioni di difficoltà non vengano affrontate con il contatto con la Direzione dell’Ospedale, e riportino condizioni che non trovano riscontro oggettivo. La Direzione dell’Ospedale conferma la propria totale e continua disponibilità in ogni situazione di disagio per pazienti e familiari».

Resta evidente che, nonostante impegni e rassicurazioni, la situazione non sia migliorata e serena al punto da innescare la necessaria fiducia. Di protesta in protesta, finirà che i posti letto saranno comunque sufficienti...



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