Gazzetta di Modena

Modena

Pavullo. Antiche anfore, munizioni e armi da 007: arrestato

di Daniele Montanari
Pavullo. Antiche anfore, munizioni e armi da 007: arrestato

 Perquisizione dei carabinieri nella casa di un imprenditore edile 63enne Aveva reperti del I secolo a.C., pistole artigianali e 3500 tra cartucce e pallottole

2 MINUTI DI LETTURA





PAVULLO . Armi, un arsenale di munizioni e delle anfore antichissime. Tanto è stato trovato dai carabinieri del Norm di Pavullo a casa del 63enne A.D., imprenditore edile originario della Puglia ora in pensione. Nell’ambito di un’attività investigativa, i militari erano arrivati a sospettare illeciti da parte sua, e venerdì pomeriggio dalla perquisizione domiciliare (nel capoluogo) è arrivata la piena conferma. In garage sono state rinvenute tre anfore integre e frammenti di un’altra, tutte presumibilmente risalenti al I secolo a.C. e con evidenti tracce di incrostazioni: possibilissimo che siano il carico ritrovato tempo fa in qualche relitto in fondo al mare. In più i carabinieri guardando da una parte e dall’altra hanno trovato la bellezza di 3.500 munizioni di vari calibri (da caccia ma anche pallottole) e diversi pezzi di armi (a partire dai calci di fucile), compresi i congegni di scatto. Nondimeno, sono state rinvenute anche due pistole molto particolari. Intanto una calibro 22 fatta a penna come quella di 007, di evidente fabbricazione artigianale: una cosa da taschino ma pronta a fare male. E poi un’altra pistola fai da te: la riproduzione di una Derringer, la classica pistola tascabile che si può portare in una borsetta, in questo caso con due canne sovrapposte. L’originale sparava a salve (non aveva quindi la matricola), ma tramite un altro intervento artigianale era stata modificata nelle canne per renderla con tutta probabilità operativa, ma sarà la perizia tecnica a stabilire la pericolosità di entrambi gli “arnesi”. Come verrà disposta al più presto con i carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale e la Soprintendenza di Bologna una perizia archeologica sulle anfore per stabilire l’esatta datazione dei reperti, in terracotta, e il conseguente valore, che potrebbe essere notevole. E quindi la destinazione museale. L’uomo è stato arrestato per il possesso di armi clandestine e denunciato per ricettazione e detenzione abusiva di parti di armi e munizioni, più un’altra doppia denuncia per detenzione di beni archeologici e mancata comunicazione di possesso alle autorità competenti. È stato però rilasciato subito, su disposizione della Procura, per problemi di salute, senza alcuna misura restrittiva nei sui confronti. Ai carabinieri non ha saputo dare nessuna spiegazione convincente su come fosse entrato in possesso di quella roba, se non una apparsa fantasiosa in merito alle anfore, che sarebbero state il lascito alla moglie morta di uno zio anch’esso morto. Il sospetto è che tenesse la merce per traffico: armi e munizioni da una parte (che non poteva detenere a seguito di un passato provvedimento di divieto) e beni archeologici dall’altra, alla ricerca di qualche facoltoso cliente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google