Gazzetta di Modena

Modena

Pd, il segretario è Paolo Piccioli «Lottiamo per l’unità del partito»

di Andrea Gilioli
Pd, il segretario è Paolo Piccioli «Lottiamo per l’unità del partito»

Sostenitore della mozione Emiliano, l’ex assicuratore allontana il rischio di rottura con l’ala sinistra «Chi ha detto addio ha sbagliato, ma non possiamo negare che abbiamo fatto poco per trattenerli»

2 MINUTI DI LETTURA





È Paolo Piccioli il nuovo segretario sassolese del Partito Democratico. Un passato da funzionario del Pci, tanti anni in Consiglio comunale a Vignola e, più di recente, l’appoggio alla mozione Emiliano alle primarie per il segretario nazionale. Un nome che all'apparenza, quindi, dovrebbe, almeno per il suo passato, scongiurare la rotta di collisione con l’ala sinistra, che in caso di elezione di un nome più “renziano” avrebbe potuto decidere in massa di lasciare il Pd, partito da cui già alcuni esponenti si sono allontanati nei mesi scorsi per approdare ad Mdp.

Un nome, quello di Piccioli, unico candidato alla carica, che è uscito da un tavolo a cui hanno partecipato il segretario uscente Matteo Mesini e molti assessori del Pd (non Sonia Pistoni, in odore di addio), che hanno scelto l'assicuratore vignolese, residente da anni a Sassuolo. Piccioli ricordando il suo passato da funzionario di partito, ha precisato come oggi tutto sia cambiato e siano finiti i tempi degli “uomini soli al comando”. Il neo segretario, infatti, ha detto di aver accettato la candidatura proprio sulla base dell'“aiuto” offertogli da altri esponenti nel portare avanti il lavoro del Circolo, facendo tesoro della pluralità di idee e vedute. All'orizzonte due grandi sfide: le politiche 2018 e le amministrative 2019, su cui incombono gli spettri delle divisioni e della litigiosità interna e il rischio di non riuscire a trasmettere adeguatamente alla cittadinanza il lavoro della Giunta Pistoni, che a lungo ha avuto come fulcro la “impopolare” materia dei bilanci. Sulla questione delle correnti il neo-segretario ha espresso un parere assai chiaro. «Io - spiega - ho appoggiato Emiliano e credo che Renzi sul referendum abbia fatto degli errori. Credo che sia giusto nel partito avere un confronto ma si deve fare sintesi. È su questo che abbiamo sbagliato. Al primo posto ci deve essere il partito e la sua unità».

Anche sull’addio di alcuni consiglieri e membri della direzione il neo segretario ha parole precise. «Chi è andato via - spiega - ha sbagliato, ma non possiamo negare che come Pd abbiamo fatto ben poco per trattenerli con noi. In prospettiva credo che si debba decidere se i movimenti della sinistra sono nemici o persone con cui dialogare. Io credo nella seconda ipotesi. Fermamente».

L'elezione è avvenuta ieri al circolo Albero d'Oro, dove, sotto la presidenza del vicesindaco Maria Savigni si sono riuniti una cinquantina di iscritti. A “sfilare” per il voto sia i renziani sia gli esponenti “dem”, sindaco e molti assessori. In apertura il bilancio del segretario uscente, che si dedicherà agli studi e all’incarico di capogruppo in Consiglio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google