Cpl Concordia, Roberto Casari organizza una festa per l’assoluzione
L’ex numero uno di Cpl ha dato appuntamento agli amici per venerdì. E una lettera anonima a Comune e a Legacoop ne chiede il ritorno in azienda
CONCORDIA. «Il 27 ottobre, alle ore 20.30, cena per assoluzione Casari. Dal prete. Ti aspetto». Questo il testo del messaggio d’invito che ha fatto trillare alcuni telefonini, sia di personaggi conosciuti, sia di semplici cittadini, i quali hanno tutti in comune una cosa: sono stati vicini a Roberto Casari, ex numero uno della Cpl, durante questi anni travagliati. Ora, Casari, intende festeggiare l’assoluzione, la terza consecutiva, arrivata nell’ambito del processo in cui era imputato per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso. La vicenda riguardava i presunti - ma non confermati dai giudici - accordi con il clan dei Casalesi per la metanizzazione dell'agro aversano.
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Casari, 64 anni, per 42 presidente di Cpl Concordia, intende condividere con gli amici un momento di festa, venerdì a San Possidonio, indicando come punto di ritrovo “il prete”. Come dicono dalla parrocchia, poi, in paese si è sparsa presto la notizia della prenotazione da parte di qualcuno vicino a Casari, proprio per venerdì sera, della tensostruttura in legno nel parco di Villa Varini in via Malcantone, danneggiata dal sisma del 2012. Per la serata è stato prenotato un centinaio di coperti.
Nel frattempo, un gruppo di soci di Cpl (soci che non si firmano) ha inviato a Legacoop, ai sindacati e al Comune di Concordia, che l’ha protocollata nella giornata di venerdì, una lettera in cui viene sferrato un durissimo attacco all’attuale Consiglio d’amministrazione di Cpl Concordia. Dalla lettera si evince la volontà, espressa anche da altri sostenitori di Casari, che l’ex presidente ritorni al comando della cooperativa. «Non so niente di questa lettera. Io mi sono tirato fuori da Cpl - risponde Casari, interpellato telefonicamente - Io sono in pensione. Dovrò decidere cosa fare. Non ho stima degli attuali dirigenti di Cpl. si sono accodati a delle accuse che si sono dimostrate infamanti. E nel comunicato che hanno diramato dopo la sentenza, alla parola “condannato” hanno semplicemente sostituito la parola “assolto”...» evidenzia Casari.
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Riguardo alla profonda crisi in cui è sprofondato il Modena calcio, l’ex presidente della cooperativa prende le distanze, ricordando come «nessun modenese abbia speso soldi per il Modena. Di questo tema, comunque, non mi interessa più niente».
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