Festival Migrazione Oltre 2mila persone agli appuntamenti
Soddisfatti gli organizzatori che pensano all’edizione 2018 Luca Barbari, Porta Aperta: «Dibattito di altissimo livello»
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Oltre 2mila persone per i dibattiti e gli spettacoli che, tra gli appuntamenti del pre festival e i tre giorni di lavori, hanno partecipato alla seconda edizione del Festival della Migrazione. A questi vanno aggiunti i 1.500 già prenotati (43 classi di scuola superiore, decine di gruppi giovanili parrocchiali) per la mostra ‘In fuga dalla Siria’ promossa da Missio Modena e Caritas diocesana che si chiuderà sabato 28 ottobre al Centro Famiglia di Nazareth, per un totale che supera le 3.500 presenze.
Il Festival della Migrazione cresce: la manifestazione, promossa da Fondazione Migrantes, Porta Aperta, Università di Modena e Reggio Emilia, IntegriaMo con 35 enti e associazioni aderenti e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, oltre che di Bper, Conad, Hera e Menù ha portato a Modena personaggi di altissimo livello oltre ai videomessaggi di Prodi e Bonino, che sono già stati ‘prenotati’ per la prossima edizione. «Il bilancio è molto positivo - sottolinea il presidente di Porta Aperta, Luca Barbari - siamo davvero soddisfatti. Il dibattito è stato davvero di altissimo livello e abbiamo potuto ragionare su questi temi, molto sensibili, con qualità e senza stereotipi. Il connubio di terzo settore, Università, istituzioni pubbliche e Chiesa al suo massimo livello (con la presenza di monsignor Galantino) ha fatto sì che potessimo vincere la scommessa. L’appuntamento - conclude Barbari - è fin d’ora fissato alla terza edizione nel 2018: abbiamo in mente novità importanti per far crescere ancora questo Festival e, con esso, la cultura dell’integrazione che è indispensabile per governare il fenomeno migratorio».
L’ultima giornata si era aperta con un videomessaggio di Emma Bonino: l’ex ministro ha affermato, soffermandosi sull’importanza della manifestazione: «È importante analizzare questi problemi per resistere agli imprenditori della paura. Ed è importante un appuntamento come questo, perché aiuta a ragionare e a muovere la testa, magari abbinata a un po’ di cuore. Non è un reato avere empatia con questo fenomeno, che è destinato a durare per generazioni e generazioni».
Cecile Kyenge ha invitato a inquadrare il fenomeno migratorio con uno sguardo globale. «La causa principale che oggi spinge milioni di persone ad andarsene - ha sottolineato Kyenge - è la persistenza delle disuguaglianze. Servono risposte di emergenza ma anche di medio e lungo termine».
Il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione ha evidenziato la necessità di nuovi strumenti normativi: «Le regole che ci siamo dati in passato non sono adeguate, la vera sfida è non disinteressarsi della Libia, della sorte di chi si trova dall’altra parte del Mediterraneo».
In chiusura il presidente della Regione Stefano Bonaccini è intervenuto sui rapporti fra Africa ed Europa, soffermandosi su uno dei temi maggiormente d’attualità: lo Ius Soli. «L’Africa è lo specchio dell’Europa - ha detto il governatore della Regione Bonaccini - Se cresce l’Africa, cresce anche l’Europa. Se vogliamo fare un salto di qualità dobbiamo approvare lo Ius Soli, una legge di civiltà: il modo migliore per pretendere il rispetto dei doveri accanto alla concessione dei diritti».
Giacomo Gullo
Paolo Seghedoni
Il Festival della Migrazione cresce: la manifestazione, promossa da Fondazione Migrantes, Porta Aperta, Università di Modena e Reggio Emilia, IntegriaMo con 35 enti e associazioni aderenti e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, oltre che di Bper, Conad, Hera e Menù ha portato a Modena personaggi di altissimo livello oltre ai videomessaggi di Prodi e Bonino, che sono già stati ‘prenotati’ per la prossima edizione. «Il bilancio è molto positivo - sottolinea il presidente di Porta Aperta, Luca Barbari - siamo davvero soddisfatti. Il dibattito è stato davvero di altissimo livello e abbiamo potuto ragionare su questi temi, molto sensibili, con qualità e senza stereotipi. Il connubio di terzo settore, Università, istituzioni pubbliche e Chiesa al suo massimo livello (con la presenza di monsignor Galantino) ha fatto sì che potessimo vincere la scommessa. L’appuntamento - conclude Barbari - è fin d’ora fissato alla terza edizione nel 2018: abbiamo in mente novità importanti per far crescere ancora questo Festival e, con esso, la cultura dell’integrazione che è indispensabile per governare il fenomeno migratorio».
L’ultima giornata si era aperta con un videomessaggio di Emma Bonino: l’ex ministro ha affermato, soffermandosi sull’importanza della manifestazione: «È importante analizzare questi problemi per resistere agli imprenditori della paura. Ed è importante un appuntamento come questo, perché aiuta a ragionare e a muovere la testa, magari abbinata a un po’ di cuore. Non è un reato avere empatia con questo fenomeno, che è destinato a durare per generazioni e generazioni».
Cecile Kyenge ha invitato a inquadrare il fenomeno migratorio con uno sguardo globale. «La causa principale che oggi spinge milioni di persone ad andarsene - ha sottolineato Kyenge - è la persistenza delle disuguaglianze. Servono risposte di emergenza ma anche di medio e lungo termine».
Il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione ha evidenziato la necessità di nuovi strumenti normativi: «Le regole che ci siamo dati in passato non sono adeguate, la vera sfida è non disinteressarsi della Libia, della sorte di chi si trova dall’altra parte del Mediterraneo».
In chiusura il presidente della Regione Stefano Bonaccini è intervenuto sui rapporti fra Africa ed Europa, soffermandosi su uno dei temi maggiormente d’attualità: lo Ius Soli. «L’Africa è lo specchio dell’Europa - ha detto il governatore della Regione Bonaccini - Se cresce l’Africa, cresce anche l’Europa. Se vogliamo fare un salto di qualità dobbiamo approvare lo Ius Soli, una legge di civiltà: il modo migliore per pretendere il rispetto dei doveri accanto alla concessione dei diritti».
Giacomo Gullo
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