Pos, la “tassa” nascosta fa infuriare i negozianti
di Alfonso Scibona
Grassi, consigliere di Lapam e Licom, denuncia il rincaro che finisce alle banche «Le commissioni incidono più della tariffa rifiuti». E da novembre le multe
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«Ma ci rendiamo conto che con l'introduzione dell'obbligo del Pos noi commercianti abbiamo una nuova “tassa” che si chiama “commissioni bancarie” che arriva al doppio di quella tanto vituperata sui rifiuti? Credo sia giusto fare chiarezza e che anche i cittadini/clienti sappiano come stanno le cose». A parlare così e Riccardo Grassi, imprenditore nel settore profumerie, consigliere Lapam e Licom, che punta il dito su quanto, centesimo dopo centesimo, viene rosicchiato dalle banche che, pagando, sono anche fornitrici del dispositivo per i pagamenti con carta di credito e bancomat. «Se non sbaglio – continua – dal primo novembre scatteranno anche le multe per coloro che non lo hanno adottato; ma quanti dei miei colleghi commercianti non sanno ancora cosa comporta per una azienda media l'utilizzo del Pos? Ad un minor maneggio di contanti e quindi una maggior sicurezza complessiva c'è da contrapporre il balzello delle commissioni bancarie». Qualche numero. «Le commissioni – spiega – variano di poco da istituto ad istituto, e vanno da 0,2 a 0,4% per i pagamenti con il bancomat mentre per le carte di credito salgono all'1,1/1,2%. Sono cifre assurde. Facciamo il caso di un medio negozio, con 2/3 dipendenti, che incassi con il Pos 300mila euro all'anno; ebbene, con la media tra bancomat e carte di credito che ipotizziamo intorno allo 0,8%, si arriva fino a 2.400 euro di commissioni bancarie: una assurdità». Somma finita di tutto? Assolutamente no. «A questo dobbiamo aggiungere il costo del noleggio del Pos – continua – sempre fornito dalla banca, che si aggira intorno ai 150 euro, ai rotolini di carta, alle manutezioni e all'accortezza di tanti di noi, che per sicurezza ne tengono due: un altro paio di centinaia di euro l'anno». Come dire che da qualche parte bisogna farli saltare fuori, cioè ricaricando il prodotto. «I consumatori - dice anche Grassi – giustamente pensano al loro interesse, a non portare contanti in tasca e fanno bene. Ma noi dovremmo farci sentire di più nelle stanze dove si discutono certe cose. Anche tanti colleghi, che sento arrabbiarsi per la tassa sui rifiuti, non meno di 100 euro al mese complessivamente, per questa ingiustizia non lo fanno, perchè è una emorragia che esce piano piano dal cassetto. Ultimamente ho sentito parlare di tetto alle commissioni: è vero ma è stato fissato solo per importi fino a 5 euro, una presa in giro». A proposito di prese in giro: voi incassate con il Pos anche l'iva che versate allo stato. «Questo ci rende ancora più strumentalizzati – conclude il consigliere Lapam – perché paghiamo le commissioni anche per quella cifra di imposta che giriamo allo Stato: come dire “incassami queste somme e, se c'è da pagare, fallo a tue spese”».
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