Tornano gli anticapitalisti Nasce il centro “Iskra”
di Serena Arbizzi
Inaugurata in via Lincoln la sede del gruppo che promuove mostre e incontri Debutto con un video sulla rivoluzione d’ottobre. I soci: «Principi ancora attuali»
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Prendono il nome dalla parola russa “Iskra”, che significa scintilla e nel volantino che promuovono inseriscono attività quali: lotta e solidarietà internazionale. Ma anche presidi, mostre, corsi di studio, lavoro di “controinformazione”, mostre su manifesti della rivoluzione russa, su resistenza e memoria attraverso i sentieri rossi, la lotta dei popoli palestinesi e 100 manifesti per il fascismo.
Sono ritornati gli anticapitalisti e sabato pomeriggio, è stata inaugurata, in uno spazio precedentemente dismesso, la sede del nuovo centro di documentazione, in via Lincoln 3, in cui è stato proiettato, come debutto, un video sulla rivoluzione d’ottobre. Un luogo ispirato ai principi del marxismo, come annuncia l’immagina che campeggia sui volantini distribuiti in tutto il centro per annunciare l’apertura del nuovo spazio.
Il centro si occuperà di numerose questioni. Di fronte alla domanda se questi valori siano ancora attuali gli appartenenti al gruppo non hanno dubbi. «Cento anni fa nell arussia zarista gli operai, i contadini e le classi proletarie presero il potere facendo cambiare al mondo la direzione di marcia - replica il gruppo che ieri mattina si radunato in sede per una riunione - Furono giorni che sconvolsero il mondo perché aprirono a milioni di uomini e donne la prospettiva di lottare per ottenere l’uguaglianza e costruire ognuno la propria esistenza senza più essere sfruttati. Fu possibile creare una nuova coscienza rivoluzionaria. Oggi in questo centenario facciamo ancora nostri questi insegnamenti perché è ancora possibile difendersi, lottare e organizzarsi in una nuova forma di coscienza culturale per liberarci da ogni forma di sfruttamento. Uno spazio aperto, di studio, di riflessione e di confronto con questi obiettivi e possibilità».
Iskra rifiuta accostamenti con sponde partitiche. «Non ci identifichiamo in simboli di partito - continuano - Siamo al di fuori del sistema parlamentare. Cercheremo collegamenti, però, con Carpiantifascista per alcune analogie di pensero che abbiamo».
Riguardo al tema dei migranti, poi, il gruppo si schiera a favore dell’accoglienza e della massima apertura. «Una volta eravamo noi i migranti - proseguono - Difendiamo l’accoglienza. Anzi, noi affermiamo che in Italia vengano accolti in un modo razzista: vengono qui e sono sfruttati sul posto di lavoro. Senza contare, poi, che il Mediterraneo ormai è diventato un cimitero».
Scorrendo tra i titoli in videoteca, poi, si può ritrovare materiale su: resistenza italiana, lotte operaie, internazionalismo. Oltre a nastri musicali sugli stessi temi. «Il nostro vuole essere uno spazio di studio, riflessione e di confronto - concludono gli appartenenti al gruppo - aperto alle esperienze e alla storia delle persone costrette a subire».
Sono ritornati gli anticapitalisti e sabato pomeriggio, è stata inaugurata, in uno spazio precedentemente dismesso, la sede del nuovo centro di documentazione, in via Lincoln 3, in cui è stato proiettato, come debutto, un video sulla rivoluzione d’ottobre. Un luogo ispirato ai principi del marxismo, come annuncia l’immagina che campeggia sui volantini distribuiti in tutto il centro per annunciare l’apertura del nuovo spazio.
Il centro si occuperà di numerose questioni. Di fronte alla domanda se questi valori siano ancora attuali gli appartenenti al gruppo non hanno dubbi. «Cento anni fa nell arussia zarista gli operai, i contadini e le classi proletarie presero il potere facendo cambiare al mondo la direzione di marcia - replica il gruppo che ieri mattina si radunato in sede per una riunione - Furono giorni che sconvolsero il mondo perché aprirono a milioni di uomini e donne la prospettiva di lottare per ottenere l’uguaglianza e costruire ognuno la propria esistenza senza più essere sfruttati. Fu possibile creare una nuova coscienza rivoluzionaria. Oggi in questo centenario facciamo ancora nostri questi insegnamenti perché è ancora possibile difendersi, lottare e organizzarsi in una nuova forma di coscienza culturale per liberarci da ogni forma di sfruttamento. Uno spazio aperto, di studio, di riflessione e di confronto con questi obiettivi e possibilità».
Iskra rifiuta accostamenti con sponde partitiche. «Non ci identifichiamo in simboli di partito - continuano - Siamo al di fuori del sistema parlamentare. Cercheremo collegamenti, però, con Carpiantifascista per alcune analogie di pensero che abbiamo».
Riguardo al tema dei migranti, poi, il gruppo si schiera a favore dell’accoglienza e della massima apertura. «Una volta eravamo noi i migranti - proseguono - Difendiamo l’accoglienza. Anzi, noi affermiamo che in Italia vengano accolti in un modo razzista: vengono qui e sono sfruttati sul posto di lavoro. Senza contare, poi, che il Mediterraneo ormai è diventato un cimitero».
Scorrendo tra i titoli in videoteca, poi, si può ritrovare materiale su: resistenza italiana, lotte operaie, internazionalismo. Oltre a nastri musicali sugli stessi temi. «Il nostro vuole essere uno spazio di studio, riflessione e di confronto - concludono gli appartenenti al gruppo - aperto alle esperienze e alla storia delle persone costrette a subire».
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