Aria ancora pessima, divieti fino a giovedì
di Stefano Luppi
L’esperto Luca Lombroso: «Il problema sono le auto, serve un’azione più coraggiosa: non pioverà fino alla fine di ottobre»
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«Non pioverà fino a fine ottobre e quindi le misure straordinarie antismog del blocco della circolazione sono sì utili, ma non certo risolutive».
Lo spiega il meteorologo dell’Università Luca Lombroso che commenta la decisione del Comune - prevista dall’accordo regionale - di posticipare fino a giovedì sera il blocco esteso della circolazione dei veicoli più inquinanti.
Il Comune di Modena spiega che le misure emergenziali estendono il divieto anche alle auto diesel Euro 4 e sono decise «a causa del perdurare del periodo di superamento del valore limite giornaliero delle polveri sottili pm10 nella provincia di Modena sancito dalle analisi di Arpae».
Nei rilevamenti relativi a domenica dei valori medi giornalieri di pm 10, Modena ha ancora livelli superiori ai limiti, come succede anche a Piacenza, Parma, Reggio, Bologna e Ferrara. Per la nostra città siamo all’undicesimo giorno consecutivo di sforamento per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria che non cambia praticamente se confrontiamo i dati fornite dalle centraline di Modena (via Giardini centro e parco Ferrari) con quelli della provincia a Fiorano, Sassuolo, Mirandola e Carpi dove si muove molto anche il traffico necessario al funzionamento di comparti importanti come quello biomedicale e quello ceramico.
Lombroso, l’aria continua a essere pessima, soprattutto per quanto riguarda l’ozono e il particolato pm10. Che fare?
«Occorre essere brutali - spiega il meteorologo - altrimenti tanto vale mettersi con il cuore in pace e accettare di vivere in uno dei luoghi più inquinati del mondo. Serve una azione comune visto che ormai la Pianura Padana è una unica megalopoli di molti milioni di abitanti».
Lei cosa suggerisce?
«Visto che non pioverà fino a fine ottobre, e questo mese è uno dei più asciutti di sempre, serve una azione coraggiosa perché il problema sono proprio le auto. Va bene, una parte dell’inquinamento è dato anche dai lavori agricoli, dall’inceneritore, dalle biomasse e dai caminetti accesi. Ma praticamente il riscaldamento ancora non si è utilizzato e se guardate il dati di Arpae si vede come l’inquinamento è praticamente lo stesso in città e fuori. Per non parlare della autostrade dove limitazioni evidentemente non ce ne sono».
Si è sempre detto che anche il riscaldamento è deleterio.
«Certo, ma l’80% oggi è dovuto al traffico visto che finora non vedo molti camini accesi in giro e non darei solo la colpa delle auto a diesel. Certo inquina, ma non è il solo, è un discorso che riguarda tutte le auto. Serve un intervento strutturale anche se è vero che qualche intervento coordinato inizia a vedersi».
Della foto-choc pubblicata dall’astronauta Paolo Nespoli dove si vede una immensa coltre grigia che copre le nostre città che pensa?
«Vedo che qualcuno insinua sia nebbia e non smog: non è vero, è un composto quasi per intero di caliggine, niente nuvole o nebbia. Per questo dico che bisogna o vivere così oppure intraprendere azioni da austerity vera e propria, ma certamente è la stessa nube di smog che ci stupiamo quando vediamo foto di Pechino dall’alto. Ricordo che oltre dieci anni fa apparve una foto simile, ma evidentemente ci siamo dimenticati».
Nel fine settimana sono stati quaranta i veicoli fermati e controllati dalla Polizia municipale di Modena tra sabato e domenica nell’ambito delle verifiche per il rispetto delle misure emergenziali previste dalla manovra antinquinamento regionale. Intanto i dati ufficiali della agenzia regionale Arpae sulla qualità dell’aria, reperibili sul sito www.liberiamolaria.it continuano a essere pessimi. Quasi sempre si sfiora i limiti di legge. Per quanto riguarda le pm10, solo per dare un dato, i superamenti dei limiti che possono essere solo 35 domenica scorsa sono stati ben 52 lungo il tratto cittadino di via Giardini. Ancora peggio per la diffusione dell’ozono: i limiti giornalieri sono fissati a 25 ma al parco Ferrari i superamenti sono arrivati a quota 75 e a Gavello di Mirandola addirittura 81.
Lo spiega il meteorologo dell’Università Luca Lombroso che commenta la decisione del Comune - prevista dall’accordo regionale - di posticipare fino a giovedì sera il blocco esteso della circolazione dei veicoli più inquinanti.
Il Comune di Modena spiega che le misure emergenziali estendono il divieto anche alle auto diesel Euro 4 e sono decise «a causa del perdurare del periodo di superamento del valore limite giornaliero delle polveri sottili pm10 nella provincia di Modena sancito dalle analisi di Arpae».
Nei rilevamenti relativi a domenica dei valori medi giornalieri di pm 10, Modena ha ancora livelli superiori ai limiti, come succede anche a Piacenza, Parma, Reggio, Bologna e Ferrara. Per la nostra città siamo all’undicesimo giorno consecutivo di sforamento per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria che non cambia praticamente se confrontiamo i dati fornite dalle centraline di Modena (via Giardini centro e parco Ferrari) con quelli della provincia a Fiorano, Sassuolo, Mirandola e Carpi dove si muove molto anche il traffico necessario al funzionamento di comparti importanti come quello biomedicale e quello ceramico.
Lombroso, l’aria continua a essere pessima, soprattutto per quanto riguarda l’ozono e il particolato pm10. Che fare?
«Occorre essere brutali - spiega il meteorologo - altrimenti tanto vale mettersi con il cuore in pace e accettare di vivere in uno dei luoghi più inquinati del mondo. Serve una azione comune visto che ormai la Pianura Padana è una unica megalopoli di molti milioni di abitanti».
Lei cosa suggerisce?
«Visto che non pioverà fino a fine ottobre, e questo mese è uno dei più asciutti di sempre, serve una azione coraggiosa perché il problema sono proprio le auto. Va bene, una parte dell’inquinamento è dato anche dai lavori agricoli, dall’inceneritore, dalle biomasse e dai caminetti accesi. Ma praticamente il riscaldamento ancora non si è utilizzato e se guardate il dati di Arpae si vede come l’inquinamento è praticamente lo stesso in città e fuori. Per non parlare della autostrade dove limitazioni evidentemente non ce ne sono».
Si è sempre detto che anche il riscaldamento è deleterio.
«Certo, ma l’80% oggi è dovuto al traffico visto che finora non vedo molti camini accesi in giro e non darei solo la colpa delle auto a diesel. Certo inquina, ma non è il solo, è un discorso che riguarda tutte le auto. Serve un intervento strutturale anche se è vero che qualche intervento coordinato inizia a vedersi».
Della foto-choc pubblicata dall’astronauta Paolo Nespoli dove si vede una immensa coltre grigia che copre le nostre città che pensa?
«Vedo che qualcuno insinua sia nebbia e non smog: non è vero, è un composto quasi per intero di caliggine, niente nuvole o nebbia. Per questo dico che bisogna o vivere così oppure intraprendere azioni da austerity vera e propria, ma certamente è la stessa nube di smog che ci stupiamo quando vediamo foto di Pechino dall’alto. Ricordo che oltre dieci anni fa apparve una foto simile, ma evidentemente ci siamo dimenticati».
Nel fine settimana sono stati quaranta i veicoli fermati e controllati dalla Polizia municipale di Modena tra sabato e domenica nell’ambito delle verifiche per il rispetto delle misure emergenziali previste dalla manovra antinquinamento regionale. Intanto i dati ufficiali della agenzia regionale Arpae sulla qualità dell’aria, reperibili sul sito www.liberiamolaria.it continuano a essere pessimi. Quasi sempre si sfiora i limiti di legge. Per quanto riguarda le pm10, solo per dare un dato, i superamenti dei limiti che possono essere solo 35 domenica scorsa sono stati ben 52 lungo il tratto cittadino di via Giardini. Ancora peggio per la diffusione dell’ozono: i limiti giornalieri sono fissati a 25 ma al parco Ferrari i superamenti sono arrivati a quota 75 e a Gavello di Mirandola addirittura 81.
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