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La scuola speciale omaggia il maestro Manzi

La scuola speciale omaggia il maestro Manzi

Pavullo. Inaugurata la mostra dei Prataioli, che declinano le lezioni sulle curiosità degli studenti

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PAVULLO . «Non posso bollare un ragazzo con un giudizio, perché il ragazzo cambia, è in movimento: se il prossimo anno uno legge il giudizio che ho dato quest'anno, l'abbiamo bollato per i prossimi anni». Questa frase del maestro Alberto Manzi (1924-1997) rende perfettamente il senso della mostra inaugurata domenica al Palazzo Ducale.

A organizzarla, l'associazione culturale “I Prataioli” (che promuove l’educazione libertaria dei bambini) in collaborazione con Comune, Direzione didattica e Centro Manzi di Bologna. Emblematico il titolo: “Fa quel che può. Quel che non può, non fa”, citazione della frase che mise su un timbro per suggellare in pagella la sua volontà di non dare voti.

Una posizione in linea con l’ideale che i Prataioli portano avanti da 5 anni nella scuola “libera e democratica” di Casa Bosi (Pavullo), dove pur all’interno della programmazione tradizionale si sperimenta un modello di educazione parentale dove l’apprendimento parte da scintille d’interesse manifestate dai bimbi, seguendo i loro tempi.

Per questo la mostra (fino al 5 novembre: da martedì a sabato 10-12.30, martedì e giovedì 15-17.30, sabato e festivi 16-19) è per metà su Manzi e per metà sui Prataioli, in un ideale parallelismo. C’è la famosa lettera del 26 aprile 1976 con cui il maestro respingeva la richiesta del suo direttore didattico di compilare le pagelle, poi i video e i pannelli sulla sua attività, dalla tv (il celebre “Non è mai troppo tardi”) ai libri e i giochi che aveva inventato. Dall’altro lato, il racconto dell’attività quotidiana dei Prataioli, con tanto di riproduzione degli spazi-gioco.

«La didattica è curiosità e sperimentazione - ha detto l’assessore alla Scuola Angela Pietroluongo - ben venga la proposta di una scuola che tenga conto dei tempi individuali, perché la mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere».

«Nel ventennale della morte abbiamo omaggiato Manzi - ha detto Stella Palladini dei Prataioli - perché crediamo i suoi spunti siano ancora attuali». A corollario, sabato l'incontro alle 16 in sala consiliare col docente universitario Roberto Farnè. (dm)

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