LICENZIAMENTI
La vertenza Vapor Europe all’esame del ministero
La vertenza dei lavoratori della ditta sassolese Vapor Europe arriva a Roma, e più precisamente sarà oggetto di un'interrogazione nell'emiciclo di Montecitorio. L'onorevole del gruppo “Sinistra...
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La vertenza dei lavoratori della ditta sassolese Vapor Europe arriva a Roma, e più precisamente sarà oggetto di un'interrogazione nell'emiciclo di Montecitorio. L'onorevole del gruppo “Sinistra Italiana – Sel – Possibile” Giovanni Paglia, infatti, ha presentato un'interrogazione a risposta scritta al ministro dello Sviluppo Economico, proprio per far presente al governo la condizione dei 54 lavoratori sassolesi, 30 dei quali rischiano il posto di lavoro in un ampio piano di riorganizzazione dell'azienda, controllata da una multinazionale franco-statunitense, che secondo i sindacati nel medio periodo potrebbe essere chiusa, andando a toccare anche la situazione lavorativa degli altri 24 lavoratori. L'onorevole Paglia, che ieri mattina ha anche fatto visita al presidio permanente dei dipendenti, davanti alla sede di via Regina Pacis, chiede al ministro Carlo Calenda sia di interessarsi alla vertenza sassolese sia di intervenire sulla questione del local content negli appalti, per tutelare le produzioni italiane. “Wabtec, proprietaria di Vapor Europe – scrive Paglia - in seguito alla fusione con Faiveley, ha trasferito in Repubblica Ceca la produzione delle porte MP14, assegnate inizialmente all'azienda di Sassuolo, da 30 anni attiva nella produzione di porte per treni, che avrebbe così avuto lavoro per anni e anni. Quali iniziative il Governo intende adottare per scongiurare il trasferimento all'estero della produzione?”. L'onorevole di Sinistra Italiana chiede anche al ministro se non ritenga opportuno adottare iniziative a protezione dell'industria nazionale all'interno delle commesse pubbliche. «Quattro giorni fa – conclude Paglia, esprimendo la sua solidarietà e vicinanza ai lavoratori - la Regione Emilia Romagna ha annunciato l’acquisto di 89 nuovi treni. Compriamo treni, ma permettiamo che vengano licenziati i lavoratori che li producono? Non esiste proprio. Vanno impedite le delocalizzazioni, vanno imposte negli appalti pubblici quote di produzione locale». (a.g.)
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