Lo scivolo dell’accoglienza per i 60 anni delle Collodi
di Monica Tappa
L’esperienza della scuola del Comprensivo 10 con tanti alunni stranieri in classe Valenti: «Si lavora in sinergia. Gli obiettivi sono buona didattica e clima sereno»
3 MINUTI DI LETTURA
Inizio di settimana particolare per i bambini della scuola dell’infanzia e della primaria Carlo Collodi dell’Istituto Comprensivo 10 per i festeggiamenti dedicati ai 60 anni dalla prima campanella. Nell’occasione è stato inaugurato il nuovo scivolo per l’area giochi richiesto un paio d’anni fa con una lettera scritta dai bambini delle ex quinte indirizzata al sindaco Muzzarelli.
«Anche oggi come sessanta anni fa – ha dichiarato il sindaco - è necessario garantire e cercare di rafforzare i presidi educativi perché la società sta cambiando ed è fondamentale riuscire a parlarci di più, capirci di più, perché la libertà e la pace sono due elementi fondamentali in una comunità. Dobbiamo anche continuare ad investire sull’istruzione. Tenere insieme diritti e doveri è una sfida. L’altra sfida profonda poi è quella della cittadinanza. Ma solo insieme possiamo essere più forti. La base della nostra comunità è aperta, inclusiva, accogliente. Per questo il 25 novembre, ai bambini nati in Italia, che hanno studiato in Italia, daremo la cittadinanza modenese. Questi bambini i diritti ce li hanno».
«La scuola Collodi - spiega Donatella Valenti, insegnante coordinatrice dell’Istituto Comprensivo 10 – fa parte di un quartiere popoloso, quello della Crocetta, che storicamente e ancora oggi accoglie tanti nuovi lavoratori e tanti nuovi cittadini di Modena che provengono anche da altre parti del mondo. Ci piace vedere in questa scuola che fa parte del 10° comprensivo, diventata dall’anno scorso polo per la pace, una scuola che con la presenza alta di bambini stranieri vede convivere le vari componenti con rispetto e lavoro sinergico. Si lavora spalla a spalla con l’unico obiettivo di garantire una buona didattica in un clima di serenità volta a costruire la società del domani fatta di cittadini responsabili. Come ha detto il sindaco è insieme che è possibile dare risposta ai bambini che rimangono la parte più debole della società ma anche la parte di speranza per un futuro migliore».
«Nella scuola Collodi – aggiunge l’Imam Idriss Baraki – hanno studiato e studiano i miei figli. Le insegnanti riescono a far passare il messaggio che la scuola è di tutti e la convivenza è pacifica. I nostri bambini devono far parte integrante di questa società come noi dobbiamo ricordare che siamo una piccola minoranza in un paese che ci ospita e del quale dobbiamo rispettare le regole. Le difficoltà e le incomprensioni esistono. Ma ci sentiamo italiani e i nostri figli difficilmente torneranno nelle nostre terre di origine, sono cresciuti qui. Possiamo dare il nostro contributo, dobbiamo farlo per noi e per il futuro di questi bambini».
«In questa scuola e nel quartiere – conclude Stefano Nappa, Presidente del Comitato Genitori – il processo di integrazione lo viviamo quotidianamente. Certo che non mancano le difficoltà ma partecipare e interagire è un modo per far parte della comunità. E oggi molti, come me, hanno chiesto un permesso per essere presenti. E’ un segno importante».
«Anche oggi come sessanta anni fa – ha dichiarato il sindaco - è necessario garantire e cercare di rafforzare i presidi educativi perché la società sta cambiando ed è fondamentale riuscire a parlarci di più, capirci di più, perché la libertà e la pace sono due elementi fondamentali in una comunità. Dobbiamo anche continuare ad investire sull’istruzione. Tenere insieme diritti e doveri è una sfida. L’altra sfida profonda poi è quella della cittadinanza. Ma solo insieme possiamo essere più forti. La base della nostra comunità è aperta, inclusiva, accogliente. Per questo il 25 novembre, ai bambini nati in Italia, che hanno studiato in Italia, daremo la cittadinanza modenese. Questi bambini i diritti ce li hanno».
«La scuola Collodi - spiega Donatella Valenti, insegnante coordinatrice dell’Istituto Comprensivo 10 – fa parte di un quartiere popoloso, quello della Crocetta, che storicamente e ancora oggi accoglie tanti nuovi lavoratori e tanti nuovi cittadini di Modena che provengono anche da altre parti del mondo. Ci piace vedere in questa scuola che fa parte del 10° comprensivo, diventata dall’anno scorso polo per la pace, una scuola che con la presenza alta di bambini stranieri vede convivere le vari componenti con rispetto e lavoro sinergico. Si lavora spalla a spalla con l’unico obiettivo di garantire una buona didattica in un clima di serenità volta a costruire la società del domani fatta di cittadini responsabili. Come ha detto il sindaco è insieme che è possibile dare risposta ai bambini che rimangono la parte più debole della società ma anche la parte di speranza per un futuro migliore».
«Nella scuola Collodi – aggiunge l’Imam Idriss Baraki – hanno studiato e studiano i miei figli. Le insegnanti riescono a far passare il messaggio che la scuola è di tutti e la convivenza è pacifica. I nostri bambini devono far parte integrante di questa società come noi dobbiamo ricordare che siamo una piccola minoranza in un paese che ci ospita e del quale dobbiamo rispettare le regole. Le difficoltà e le incomprensioni esistono. Ma ci sentiamo italiani e i nostri figli difficilmente torneranno nelle nostre terre di origine, sono cresciuti qui. Possiamo dare il nostro contributo, dobbiamo farlo per noi e per il futuro di questi bambini».
«In questa scuola e nel quartiere – conclude Stefano Nappa, Presidente del Comitato Genitori – il processo di integrazione lo viviamo quotidianamente. Certo che non mancano le difficoltà ma partecipare e interagire è un modo per far parte della comunità. E oggi molti, come me, hanno chiesto un permesso per essere presenti. E’ un segno importante».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google