Gazzetta di Modena

Modena

Raccolta fondi per una sala operatoria

di Luca Gardinale
Raccolta fondi per una sala operatoria

Iniziativa dell’ospedale di Baggiovara con Rock No War: serve un milione di euro, altrettanti ne metterà l’azienda

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Al violino c’è Rita, al corno Giampaolo, alla tromba Stefano, alla chitarra Giacomo. Magari le competenze musicali saranno da verificare, ma sul fatto di essere un’orchestra di primo livello non ci sono dubbi. Anche perché Rita è primario di Endoscopia, Giampaolo dirige Urologia, Stefano è il capo di Cardiologia, Giacomo di Neurochirurgia. Con loro ci sono tante altre eccellenze dell’Azienda ospedaliero universitaria di Modena, che hanno deciso di mettersi in gioco per suonare una “sinfonia” molto importante: quella che permetterà all’ospedale di Baggiovara di avere la prima Sala ibrida della provincia. E se l’orchestra è solo una metafora ideata per la campagna di comunicazione - anche se diversi medici sembrano averla presa seriamente, come emerge nel video pubblicato sul sito web e sulla pagina Facebook dell’Azienda - l’approccio “musicale” prosegue con la presenza di Rock no War, la onlus modenese che sarà parte attiva del progetto. Una collaborazione che punta a raccogliere i fondi necessari per costruire la Sala ibrida, un grande ambiente dove saranno trattate patologie in urgenza e complesse in modo corale, proprio come un’orchestra. E al centro del progetto, tra le apparecchiature all’avanguardia della sala, ci sarò un angiografo di grande potenza: «Gli ospedali di Modena - spiega il direttore generale Ivan Trenti - hanno bisogno di una Sala ibrida, perché a Modena, e in particolare all’ospedale di Baggiovara, è presente un Trauma center, e perché essa consentirebbe ai nostri qualificati professionisti interventi sempre più sicuri, veloci e mininvasivi». Parlando di numeri, la nuova area - che sarà al terzo piano dell’ospedale, in una zona attigua al Blocco operatorio, e supererà i 300 metri quadrati tra sala operatoria e locali di supporto - costerà circa due milioni e 200mila euro: l’Azienda ospedaliero universitaria finanzierà i lavori edili e di impiantistica, mentre il milione che servirà ad acquistare l’angiografo arriverà con la raccolta fondi coordinata da Rock no War. «Abbiamo aderito con convinzione al progetto - commenta il presidente Giorgio Amadessi - perché realizzare la Sala ibrida sarà un vantaggio per tutti i modenesi, e quindi per tutti noi, che potremo avere a disposizione una tecnologia all’avanguardia al servizio di tutti». Tornando alla nuova area che nascerà a Baggiovara, si tratta di un ambiente unico in cui si potrà effettuare una diagnosi immediata e, contemporaneamente, senza spostare il paziente, si potranno eseguire le procedure chirurgiche, agendo così con maggiore precisione e sicurezza per i pazienti. Per quanto riguarda i tempi, l’obiettivo è dotare l’ospedale della nuova sala entro la fine del 2018: «Vogliamo fare tutto in 14 mesi - riprende Trenti - anzi, Amadessi è anche più ottimista, ma io devo tenere i piedi per terra, quindi puntiamo a finire i lavori entro la fine dell’anno prossimo». E mentre i professionisti dell’Azienda hanno creato un comitato promotore ad hoc formato da nove primari, l’associazione di volontariato ha già lanciato la raccolta fondi, i cui dettagli sono disponibili sul sito web www.salaibridamodena.it e su quello di Rock no War. «La Sala ibrida - commenta il sindaco di Modena e presidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria Gian Carlo Muzzarelli - collocherà la nostra provincia nel gruppo di testa della rete nazionale. E siccome a Modena con il concerto di Vasco abbiamo dimostrato che l’impossibile può diventare possibile, vogliamo continuare a… suonare tutti insieme per ottenere questo importante risultato».

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