Finale Emilia, tre ragazzi accusati di omicidio per la morte di Mirella Ansaloni
Finale Emilia sconvolta. Alla base di tutto ci sarebbe un tentativo di furto sfociato poi nella brutale aggressione dopo che la discussione con l’anziana vittima era degenerata
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FINALE. I carabinieri di Finale hanno arrestato tre ragazzi accusati dell’omicidio di Mirella Ansaloni, la donna di 79 anni trovata morta nella sua abitazione di via Orazio Vecchi con ferite alla testa. Era il 18 settembre quando arrivò la chiamata ai soccorritori e vigili del fuoco di San Felice, ambulanza del 118 e militari trovarono subito sospetto quel decesso tanto che a fine settembre ci fu un accurato sopralluogo dei Ris di Parma a cui prese parte anche il magistrato Claudia Ferretti. L’anziana venne trovata in cucina, riversa in un lago di sangue. Una situazione anomala e non compatibile con un eventuale impatto contro uno spigolo o una scivolata accidentale.
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E a distanza di poco più di un mese l’Arma ha chiuso il cerchio intorno ai tre giovani magrebini, due di 19 ed il terzo di 21 anni, tre volti noti in paese dove vivono con le famiglie. Uno di loro era stato il vicino di casa dell'anziana per diverso tempo e proprio la confidenza era stata la chiave di volta per farsi aprire la porta. Alla base di tutto ci sarebbe un tentativo di furto sfociato poi nella brutale aggressione dopo che la discussione con l’anziana vittima era degenerata. Sul corpo di Mirella Ansaloni ci sono infatti alcune ferite alla testa e segni intorno al collo.
I tre ragazzi, dopo l'omicidio, hanno preso la corriera e si sono diretti a Ferrara dove frequentano una compagnia di connazionali. Dalla città estense due di loro hanno preso il treno, venendo anche multati per la mancanza del biglietto, per raggiungere Milano ed è lì che hanno venduto, ad un compro-oro, una delle collane rapinate alla vittima, incassando circa 400 euro, utili per prolungare il proprio soggiorno.
In parallelo sono iniziate le indagini dei carabinieri di Finale che grazie alla conoscenza del territorio e della comunità sono riusciti, grazie anche ad un sms, a circoscrivere la presenza dei tre giovani nelle vicinanze di via Orazio Vecchi nelle fasi dell'omicidio.
"Non strumentalizzare la nazionalità dei ragazzi", ha detto il procuratore capo Lucia Musti, che ha ricordato come i tre fossero comunque da tempo a Finale e figli di famiglie ben integrate nella collettività.
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