Aldrovandi (Osservatorio sostegno vittime): «Pena concreta, certa e da eseguire»
I familiari di Mirella Ansaloni si sono celati dietro al silenzio, una scelta rispettabile anche se diversi finalesi, ieri, hanno portato la loro solidarietà. Non c’è alcuna intenzione di parlare in...
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I familiari di Mirella Ansaloni si sono celati dietro al silenzio, una scelta rispettabile anche se diversi finalesi, ieri, hanno portato la loro solidarietà. Non c’è alcuna intenzione di parlare in attesa dell’evoluzione di una vicenda dai lati ancora oscuri. «Morire per un furto in casa - scrive Elisabetta Aldrovandi (in foto) in veste di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime - Le forze dell’ordine e i magistrati svolgono un encomiabile lavoro di indagine, ma è nelle aule di tribunale che talvolta si consuma la beffa per la vittima, che oltre al danno, in questo caso irreparabile, si vede negata quella Giustizia che le spetterebbe di diritto. Auspico che la verità emerga, e che i responsabili, chiunque essi siano, siano processati senza ricorrere a riti alternativi o sconti di pena “automatici”, che vanificherebbero, di fatto, la condanna inflitta. Certezza della pena significa anche e soprattutto pena concreta, proporzionata al reato commesso, ed eseguita. Non solo sulla carta».
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