Gazzetta di Modena

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Cavalcavia della morte: a processo i due dirigenti

di Carlo Gregori
Cavalcavia della morte: a processo i due dirigenti

Castelfranco. Per la morte di tre persone cadute in auto dal ponte sullla A1 imputati il direttore locale delle Autostrade e l’ex capo Ufficio tecnico comunale

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CASTELFRANCO. Caso cavalcavia della morte: l’architetto Nicola Rispoli, all’epoca capo dell’Ufficio lavori pubblici di Castelfranco, e Giovanni Dionisi, responsabile del Secondo Tronco della Società Autostrade, sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo: saranno processati in febbraio per i due tragici incidenti avvenuti sul ponte che attraversa l’autostrada in via Muzza Corona nel quale persero la vita due muratori palermitani residenti a San Cesario, Domenico Pedone (52 anni) e Stefano Gioè (49 anni), morti il 16 luglio 2007 dopo che la loro auto è sbandata e finita fuori dal cavalcavia sfondando rete e guard rail (i familiari di entrambi non si sono costituiti parte civile); e quello di Efisio Loddo, 43 anni, cagliaritano residente a Piumazzo che morì in circostanze simili la notte del 5 marzo 2011 (moglie e figlia sono parte civile assistiti dall’avvocato Lorena Ricchi, già risarciti e ora usciti dall’iter giudiziario, mentre i 10 fratelli della vittima li assiste l’avvocato Marisa Morara). Si è così arrivati alla fine di un rompicapo legale che per un anno e mezzo ha bloccato lo svolgimento dell’iter giudiziario di questa doppia vicenda dolorosa.

Era infatti accaduto che il giudice, in prima battuta, avesse avuto dubbi seri sulla genericità delle accuse mosse dal pm Claudia Natalini a Rispoli e Dionisi. Nelle accuse di omicidio colposo non era infatti chiaro chi fosse responsabile di quel tratto della rampa. La dinamica infatti è chiara in entrambe le tragedie: le auto sono uscite di strada salendo sul ponte e sono precipitate in autostrada. Si era detto che il ponte non era adeguatamente rinforzato e protetto in caso di incidenti simili e questo sarà sicuramente l’aspetto più importante che dovrà approfondire il giudice Scarpa ma, come spesso avviene in Italia, le competenze - e quindi le responsabilità - erano sfumate tra il Comune di Castelfranco e l’Anas. Il punto di fuoriuscita costato la vita a tre persone era altamente pericoloso e più volte segnalato. Rientrava all’interno della Convenzione per la quarta corsia dell’A1 siglata nel 2002 tra Società Autostrade, Anas e Comuni interessati e che prevedeva il rifacimento dei cavalcavia nel tratto interessato. È stato fatto tutto secondo quanto previsto e secondo le regole? Chi doveva fare questi interventi? Chiarire queste domande sarà fondamentale. Nel 2016 la Cassazione ha rimandato tutto il fascicolo a Modena sostenendo che le accuse andavano bene, ma il processo è stato assegnato ad altro giudice che ora è arrivato al rinvio a giudizio. Purtroppo sono passati per il primo caso dieci anni e per il secondo sei anni...

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