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Il boom degli affari fra Modena e Usa: un ponte per l’export

Il boom degli affari fra Modena e Usa: un ponte per l’export

Nel primo semestre raggiunta quota 920 milioni (+11%) UniCredit ha presentato al Mef le prospettive per le imprese 

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Un boom per gli affari con gli Stati Uniti per le imprese modenesi e più in generale per quelle emiliano romagnole.

È quanto emerso ieri al Museo Enzo Ferrari di Modena in occasione dell’International Forum Usa organizzato da UniCredit sia per presentare un focus dettagliato sul mercato statunitense sia per incentivare le imprese a impegnarsi nelle esportazioni verso gli Usa.

Il forum di ieri al Mef è stato caratterizzato dalla partecipazione di un centinaio fra imprenditori e professionisti, apparsi notevolmente interessati.

L’incontro è stato preceduto dai saluti introduttivi di Fabrizio Corsini, presidente Fondazione Casa di Enzo Ferrari Museo, e di Giuseppe Zanardi, area manager corporate Modena UniCredit. Subito dopo gli interventi di Gianluca Settepani di AmCham Italy in Emilia Romagna; Luca Balestra, managing director UniCredit NewYork; Alessandro Paoli, responsabile UniCredit International Center Italy; Giovanni Spinelli, managing partner Pavia Harcourt, New York; Sarre Baldassarri, tax principal Grassi & Co Accountants, New York; Tim Larson, international tax partner Grassi & Co Accountants, New York. Le conclusioni sono state affidate ad Andrea Burchi, regional manager Centro Nord UniCredit.

Gli esperti intervenuti hanno sottolineato che quello statunitense resta «un mercato dalle prospettive interessanti per lo sviluppo del business delle imprese locali, un trampolino di lancio ideale per avviare oppure intensificare le esportazioni».

Nei primi sei mesi del 2017 il giro d'affari dell'Emilia-Romagna con gli Stati Uniti ha riguardato quasi 422 milioni di euro di importazioni e oltre 2,9 miliardi di euro di esportazioni. Rispetto al primo semestre 2016, le vendite hanno fatto registrare un +5% e gli acquisti sono invece diminuiti del 9%.

Nel primo semestre gli scambi commerciali tra la provincia di Modena e gli Stati Uniti sono cresciuti di oltre l’11% rispetto allo stesso periodo del 2016: un giro d’affari complessivo che supera i 920 milioni di euro.

Secondo quanto emerso dalle elaborazioni del Retail Value Management & Research UniCredit su dati Istat, i settori trainanti per le esportazioni dell’area modenese verso gli Usa sono stati quelli relativi alla produzione di mezzi di trasporto per più di 440 milioni di euro (oltre il 90% del giro d’affari è relativo alla componente autoveicoli), in aumento del 20% rispetto al primo semestre 2016; articoli in gomma e materie plastiche per 200 milioni di euro (+5% rispetto ai primi sei mesi del 2016); prodotti alimentari e bevande per poco meno di 70 milioni di euro (+1% rispetto al periodo gennaio/giugno 2016).

Nel raffronto tra il primo semestre 2016 e quello del 2017, registra un calo (-4%) ma resta tra i settori trainanti per l’export Modena-Usa quello della produzione di macchinari e apparecchi che nel primo semestre 2017 assicura al territorio un business da 134 milioni di euro. In fortissimo aumento le esportazioni di articoli farmaceutici e chimico-medicinali dal modenese agli States: oltre 23 milioni di euro il giro d’affari del primo semestre dell’anno in corso.

Questa la fotografia dei rapporti commerciali tra il territorio modenese e gli Stati Uniti. Quello statunitense si conferma un mercato dalle prospettive interessanti per lo sviluppo del business delle imprese locali. D’altra parte proprio con questa finalità è stato pensato e sviluppato il Forum di ieri.

Riguardo i dati regionali, più in dettaglio, i settori trainanti per le esportazioni dall’Emilia-Romagna negli Stati Uniti nel semestre sono statimacchinari e apparecchi per quasi 900 milioni di euro, in aumento del 3% rispetto al primo semestre 2016; mezzi di trasporto per circa 820 milioni di euro, in aumento del 7% rispetto al primo semestre 2016; articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi per quasi 360 milioni di euro, in aumento del 7% rispetto al primo semestre 2016; prodotti alimentari, bevande e tabacco per oltre 200 milioni di euro, in aumento del 7% rispetto al primo semestre 2016; prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori per più di 170 milioni di euro, in aumento del 2% sul 2016.



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