Gazzetta di Modena

Modena

Lago distrutto dalla frana «Nessuno ha fatto nulla»

Marco Corradin è in Val d’Aosta da anni e da maggio gestiva il bacino di pesca di Cervinia , ostruito ad agosto da uno smottamento: «Ci hanno abbandonati»

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Ha lasciato Modena stabilmente diciassette anni fa, ma i legami con la Ghirlandina sono ben saldi. Così, ora che nella sua nuova patria alle pendici del Cervino si è ritrovato alle prese con una frana che gli ha distrutto l’attività, Marco Corradin ha pensato di avvisare gli amici modenesi con internet per vedere se c’è qualcuno che può dargli una mano. Ha lasciato la città all’alba del nuovo millennio, dopo essere andato a lavorare per la Torrefazione Molinari già dopo aver finito le scuole medie alla Madonnina. Nel 2000 il cambio di vita, con la scelta di stabilirsi in Val d’Aosta. Lì ha trovato moglie e un nuovo lavoro nel settore alberghiero. «Da quest’anno avevamo deciso di ritirarci in una piccola valle per gestire un rifugio con un laghetto di pesca sportiva, da maggio a settembre - racconta Corradin, 54 anni - Maggio e giugno, dopo l’accordo con il proprietario, sono stati persi per adempimenti burocratici; la clientela cominciava ad arrivare con regolarità dai primi di luglio. Ma il 1° agosto una violentissima bomba d’acqua ha fatto arrivare a valle una frana gigantesca che ha distrutto tutto quello che trovava sulla strada. Il nostro rifugio, con le attrezzature nuove e appena installate, si è salvato ma massi enormi hanno ostruito il torrente, hanno distrutto il nostro lago e ostruito l’unica strada di valle. Tutto finito». Corradin si ferma un attimo e poi riprende tutto d’un fiato.

«Quello che più mi far star male però - continua - è stato l’atteggiamento delle autorità locali. Anche se mi conoscono bene e sanno che mi sono sempre comportato correttamente, dopo le dichiarazioni ai giornali e davanti ai carabinieri dei primi giorni sono sparite. “Non ti lasceremo solo, metteremo tutto a posto” ripetevano in ogni occasione prima di Ferragosto, quando ero bloccato. Così pure il proprietario che si è impegnato solennemente a non chiedermi l’affitto. Per Corradin il piccolo paradiso di Cervinia si è rivelato una trappola e al Comune di Valtournenche «nessuno ha mosso un dito a tre mesi dal disastro».

Saverio Cioce

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