Le due facce dello stradario della discordia
«L’istituzione dei comprensivi prevederà, per definizione, il superamento dello stradario». Comune docet, ipse dixit. Non più tardi di un anno e mezzo fa, nero su bianco per spiegare la grande...
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«L’istituzione dei comprensivi prevederà, per definizione, il superamento dello stradario». Comune docet, ipse dixit. Non più tardi di un anno e mezzo fa, nero su bianco per spiegare la grande rivoluzione degli istituti comprensivi, dieci in tutto, che oggi regolano l’accesso alle scuole modenesi. Nessuno ha mai sostenuto che i comprensivi non fossero necessari. In tanti non hanno però mai nascosto diverse perplessità sui modi della riforma. Modi che hanno portato alla definizione di comprensivi sulla base di uno stradario spesso risultato essere squilibrato rispetto alle scuole di riferimento. La lista è lunga andando indietro alle ultime iscrizioni effettuate a febbraio per le scuole medie. Ad esempio il sorteggio alle scuole medie San Carlo fatto senza rispettare i regolamenti che i dirigenti scolastici si erano detti di rispettare. Ricorderete il caso emblematico delle scuole medie Mattarella, di alcuni mesi fa, dove è stato necessario correre ai ripari con una sezione in più tra le prime. E nonostante questo ragazzi residenti a trecento metri dalla scuola sono finiti altrove . Anche qui lo stradario non ha funzionato. Per non parlare degli alunni delle elementari paritarie, che non sono stati minimamente calcolati nella popolazione scolastica modenese. Oggi Muzzarelli ci dice che anche lo stradario, l’intoccabile e inutile stradario secondo il Comune, potrà essere rivisto. Cavazza aggiunge che i regolamenti sono da rivedere. Meglio tardi che mai? Staremo a vedere. (d.b.)
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