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Caso Cittadella, il Comune: «Le regole sulle iscrizioni ora sono da rivedere»

Caso Cittadella, il Comune: «Le regole sulle iscrizioni ora sono da rivedere»

Assemblea affollata nella scuola dove la mamma ha chiesto di cambiare istituto alla figlia perché unica bambina di genitori italiani. C’è il problema dello stradario

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Il caso delle scuole Cittadella, dove una bambina nata da genitori italiani si è ritrovata, unica in classe, tra 19 figli di genitori stranieri, continua a fare discutere.

La scuola elementare - il caso è scoppiato in una seconda dopo che una mamma ha chiesto e ottenuto di cambiare scuola - si è ritrovata in questa situazione dopo l’abbandono di altri quattro bambini figli di italiani e la sola colpa che può avere avuto è quella di non aver agito per tempo per evitare casi come quello che poi puntualmente è scoppiato. Tanti sono stati gli attestati di stima arrivati alla scuola Cittadella, che da sempre è impegnata con l’integrazione grazie alla sensibilità di insegnanti che si trovano con classi dove la multiculturalità è garantita. E nelle assemblee degli ultimi due giorni, prima tra i genitori e la scuola e poi con anche le autorità presenti, questi temi sono emersi. Come è emerso chiaramente anche il fatto che l’integrazione si fa usando più equilibrio nella composizione delle classi. Lo ha ammesso il dirigente scolastico provinciale Silvia Menabue, lo ha detto il sindaco quando ha tirato in ballo anche lo stradario per la divisione delle famiglie tra le diverse scuole: «Il processo di integrazione si fa riducendo la naturale tendenza al raggruppamento su basi prevalentemente etniche. Le scuole hanno strumenti, organismi e risorse per perseguire questi obiettivi. Per quanto riguarda il Comune intendiamo fare tutto ciò che ci è possibile per sostenere l’offerta formativa delle scuole con maggior numero di classi in deroga concentrando su queste risorse finanziarie e intellettuali. Per quanto riguarda lo stradario, si tratta solo di uno degli strumenti a disposizione, va verificato e può essere adeguato come già avviene ogni anno in base soprattutto a cambiamenti demografici, qualche piccolo ritocco si può pensare, ma deve essere chiaro che non è la bacchetta magica».

Una apertura, quella sulle modifiche dello stradario degli istituti comprensivi, decisamente in controtendenza rispetto a quanto sostenuto fino ad oggi, dove lo stradario sembrava intoccabile. Una apertura che evidenzia quanto i Comprensivi siano ancora problematici nella loro gestione.

Lo conferma anche l’assessore Cavazza, che sempre ieri ha detto: «Pensiamo si possa andare nella direzione di un aggiornamento del regolamento che norma le iscrizioni alle scuole primarie e secondarie di primo grado in funzione della formazione di classi sempre più equilibrate ma si badi bene, non in base al cognome del bambino, ma eventualmente alla conoscenza della lingua italiana. Ovviamente sono questi elementi di cui già i dirigenti tengono conto nella formazione delle classi e non siamo certamente oggi all’anno zero».

Davide Berti

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