Seta, lettera a Bulgarelli: «Ora dimettiti». Lui attacca
Vertenza Seta, i lavoratori scrivono al presidente Bulgarelli: «Ci ascolti o si faccia da parte». Prosegue l’agitazione dalle parti di strada Sant’Anna. Dopo lo sciopero di 24 ore proclamato il 10...
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Vertenza Seta, i lavoratori scrivono al presidente Bulgarelli: «Ci ascolti o si faccia da parte». Prosegue l’agitazione dalle parti di strada Sant’Anna.
Dopo lo sciopero di 24 ore proclamato il 10 novembre ecco una lettera aperta di alcuni dipendenti. «Seta non è di chi arriva di passaggio, collocato dal politico del momento - scrivono nel testo - ma dei lavoratori che ogni giorno svolgono il proprio compito con umiltà e devozione».
Vanni Bulgarelli è invitato dagli scriventi «a guidare gli autobus, a fare i nostri turni e a scontrarsi con l’utenza quando ci bersaglia per i disservizi causati dalla politica del risparmio, che grava solo su noi conducenti».
L’armonizzazione contrattuale proposta dai vertici Seta per loro è «ridicola e incomprensibile».
I lavoratori si professano «stanchi e arrabbiati», invitando Bulgarelli a calarsi nella loro parte.
«Sa cosa significa guidare dalle sei alle tredici ore in una giornata? - attaccano nel testo - Non può neanche immaginarlo, lei che è comodamente seduto sulla sua poltrona d’ufficio, pensando a come incrementare i guadagni, senza nessuno scrupolo nel mettere a rischio la salute dei lavoratori e dei singoli passeggeri».
Bulgarelli è invitato a «presentarsi agli incontri per risolvere i problemi, che sono la sicurezza dei mezzi, la formazione di turni dignitosi e tutto quello che serve per lavorare correttamente e soddisfare l'utenza».
Infine, il fattore economico. «Non continuate a dire che non ci sono i soldi - concludono gli scriventi - vi diciamo noi dove tagliare».
«Seta ritiene che chi si nasconde dietro l’anonimato per lanciare attacchi personali, conditi da falsità ed invettive gratuite, non meriti alcuna risposta», replica Bulgarelli.
«Si ricorre alle offese non avendo altre argomentazioni valide - aggiunge il presidente dell’azienda - ottenendo così il solo risultato di danneggiare i veri dipendenti dell’azienda. I nostri lavoratori sono persone serie e non si comportano certo così: pur nella diversità di posizioni, che a volte può assumere toni anche aspri, hanno il coraggio delle proprie opinioni e il legittimo orgoglio del proprio ruolo. Per parte nostra ribadiamo la disponibilità al confronto con chiunque e su qualunque argomento, purché fatto in maniera seria e trasparente come previsto dalle corrette dinamiche di relazioni industriali». (g.f.)
Dopo lo sciopero di 24 ore proclamato il 10 novembre ecco una lettera aperta di alcuni dipendenti. «Seta non è di chi arriva di passaggio, collocato dal politico del momento - scrivono nel testo - ma dei lavoratori che ogni giorno svolgono il proprio compito con umiltà e devozione».
Vanni Bulgarelli è invitato dagli scriventi «a guidare gli autobus, a fare i nostri turni e a scontrarsi con l’utenza quando ci bersaglia per i disservizi causati dalla politica del risparmio, che grava solo su noi conducenti».
L’armonizzazione contrattuale proposta dai vertici Seta per loro è «ridicola e incomprensibile».
I lavoratori si professano «stanchi e arrabbiati», invitando Bulgarelli a calarsi nella loro parte.
«Sa cosa significa guidare dalle sei alle tredici ore in una giornata? - attaccano nel testo - Non può neanche immaginarlo, lei che è comodamente seduto sulla sua poltrona d’ufficio, pensando a come incrementare i guadagni, senza nessuno scrupolo nel mettere a rischio la salute dei lavoratori e dei singoli passeggeri».
Bulgarelli è invitato a «presentarsi agli incontri per risolvere i problemi, che sono la sicurezza dei mezzi, la formazione di turni dignitosi e tutto quello che serve per lavorare correttamente e soddisfare l'utenza».
Infine, il fattore economico. «Non continuate a dire che non ci sono i soldi - concludono gli scriventi - vi diciamo noi dove tagliare».
«Seta ritiene che chi si nasconde dietro l’anonimato per lanciare attacchi personali, conditi da falsità ed invettive gratuite, non meriti alcuna risposta», replica Bulgarelli.
«Si ricorre alle offese non avendo altre argomentazioni valide - aggiunge il presidente dell’azienda - ottenendo così il solo risultato di danneggiare i veri dipendenti dell’azienda. I nostri lavoratori sono persone serie e non si comportano certo così: pur nella diversità di posizioni, che a volte può assumere toni anche aspri, hanno il coraggio delle proprie opinioni e il legittimo orgoglio del proprio ruolo. Per parte nostra ribadiamo la disponibilità al confronto con chiunque e su qualunque argomento, purché fatto in maniera seria e trasparente come previsto dalle corrette dinamiche di relazioni industriali». (g.f.)
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