Cgil incalza Confindustria «Il settore carni degenera»
«Da 7 giorni scioperano gli addetti delle coop che hanno il lavoro in appalto: non solo i sindacati ma anche le associazioni d’impresa devono intervenire»
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Si susseguono le prese di posizione, gli scioperi, le proteste e le vicende sempre più paradossali nel settore della lavorazione carni, diffuso nel Modenese e più che mai in subbuglio. I lavoratori che aderiscono al sindacato Si Cobas hanno depositato a Modena sia una denuncia sulla catena di subappalti attorno al Centro Selezione Carni di Vignola, che «corrispondeva alla cooperativa Slc 16 euro all'ora a lavoratore al lordo di contributi e spese», sia un dossier più generale alla Procura sulle pratiche del distretto.
Anche i sindacati confederali sono ritornati all’attacco, riportando al centro dell’attenzione le vicende che coinvolgono Castelfrigo di Castelnuovo. La Flai-Cgil Emilia-Romagna sollecita anche Confindustria, cui la Castelfrigo è associata: «Da sette giorni - dice Flai Cgil - i lavoratori delle cooperative in appalto scioperano ad oltranza nel più assordante silenzio e indifferenza. Cosa deve accadere per evitare il baratro?». Il quadro si è aggravato due settimane fa, quando si è concluso con un mancato accordo l'incontro sindacale sulla procedura di licenziamento collettivo per 75 soci-lavoratori, su un totale di 148, delle cooperative spurie che hanno in appalto le lavorazioni presso lo stabilimento Castelfrigo. Dopo la fumata nera, «le false cooperative», così vengono definite dal sindacato Cgil, potranno procedere al licenziamento nonostante alla Castelfrigo si continui a lavorare a pieno ritmo in linea tra «straordinari, velocità sostenute e anche ogni sabato mattina».
«Quindi si licenzia - aggiunge Cgil - nonostante la proposta avanzata dalla Flai e dalla Filt-Cgil modenesi di rimodulare gli orari di lavoro dei soci-lavoratori senza costi aggiuntivi per le aziende. Le false cooperative hanno insistito per un licenziamento collettivo, senza incentivi all'esodo e senza voler applicare ammortizzatori sociali conservativi». Tutto nel momento in cui, come prevedeva l'accordo firmato a febbraio 2016, avrebbe dovuto essere applicato il contratto di lavoro dell'industria alimentare. «Queste cooperative, rappresentate da avvocati, licenziano perchè la legge lo consente», conclude Flai. E il segretario regionale Umberto Franciosi lancia un appello: «Ora tocca anche ad altri far sentire la propria voce, in particolare le associazioni d’impresa e le imprese che si riforniscono presso la Castelfrigo».
Anche i sindacati confederali sono ritornati all’attacco, riportando al centro dell’attenzione le vicende che coinvolgono Castelfrigo di Castelnuovo. La Flai-Cgil Emilia-Romagna sollecita anche Confindustria, cui la Castelfrigo è associata: «Da sette giorni - dice Flai Cgil - i lavoratori delle cooperative in appalto scioperano ad oltranza nel più assordante silenzio e indifferenza. Cosa deve accadere per evitare il baratro?». Il quadro si è aggravato due settimane fa, quando si è concluso con un mancato accordo l'incontro sindacale sulla procedura di licenziamento collettivo per 75 soci-lavoratori, su un totale di 148, delle cooperative spurie che hanno in appalto le lavorazioni presso lo stabilimento Castelfrigo. Dopo la fumata nera, «le false cooperative», così vengono definite dal sindacato Cgil, potranno procedere al licenziamento nonostante alla Castelfrigo si continui a lavorare a pieno ritmo in linea tra «straordinari, velocità sostenute e anche ogni sabato mattina».
«Quindi si licenzia - aggiunge Cgil - nonostante la proposta avanzata dalla Flai e dalla Filt-Cgil modenesi di rimodulare gli orari di lavoro dei soci-lavoratori senza costi aggiuntivi per le aziende. Le false cooperative hanno insistito per un licenziamento collettivo, senza incentivi all'esodo e senza voler applicare ammortizzatori sociali conservativi». Tutto nel momento in cui, come prevedeva l'accordo firmato a febbraio 2016, avrebbe dovuto essere applicato il contratto di lavoro dell'industria alimentare. «Queste cooperative, rappresentate da avvocati, licenziano perchè la legge lo consente», conclude Flai. E il segretario regionale Umberto Franciosi lancia un appello: «Ora tocca anche ad altri far sentire la propria voce, in particolare le associazioni d’impresa e le imprese che si riforniscono presso la Castelfrigo».
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