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La partita a calcio di Màt contro i pregiudizi

La partita a calcio di Màt contro i pregiudizi

Grinta, determinazione, passione, divertimento. Nei volti dei giocatori alla Polisportiva Saliceta San Giuliano si leggono queste e altre qualità. Appartengono a otto squadre di calcio a sette:...

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Grinta, determinazione, passione, divertimento. Nei volti dei giocatori alla Polisportiva Saliceta San Giuliano si leggono queste e altre qualità. Appartengono a otto squadre di calcio a sette: Modena, Sassuolo, Pavullo, Ferrara, Piacenza, Reggio Emilia, S. Giorgio di Piano (Bologna), Prato-Firenze. In campo non hanno avversari, soltanto persone con un altro colore di maglia che vogliono divertirsi allo stesso modo. Il vero avversario lo trovano nella vita di tutti i giorni e si chiama pregiudizio. Un muro che loro, utenti di salute mentale e operatori, devono e vogliono quotidianamente abbattere per stare bene con se stessi e gli altri. I pregiudizi sono anche i rami secchi da eliminare dalla società nella filosofia del Màt, la Settimana della Salute mentale. Nella cornice degli oltre ottanta eventi rientra “Buttala dentro o sei fuori”, il torneo disputato ieri nei verdi campi della Saliceta. «È uno spunto per portare avanti i valori della Settimana: la guarigione continua, il miglioramento continuo, l’andare oltre gli schemi per avere una vita sempre migliore in tutti i sensi», assicura Giancarlo Gibertoni. Indossa la maglia nera numero sette del Sassuolo, ma nella vita di tutti i giorni è medico e responsabile del Centro di salute mentale (Csm) sassolese. Al Csm sassolese si deve la nascita del progetto d’inclusione. «Ormai è cinque anni che organizziamo l’iniziativa - garantisce il medico – abbiamo iniziato a Sassuolo coinvolgendo Francesco Magnanelli, capitano della squadra neroverde. L’anno dopo ci siamo spostati a Modena e ha partecipato Massimo Taibi, ex dirigente del Modena». I testimonial si sono alternati, ma l’anima è rimasta la stessa. Il progetto è ancora supportato da Uisp Modena. «Con l’attività dello sport per persone con disagio psichico siamo in pedana 365 giorni all’anno - riprende Andrea Abate, rappresentante dell’ente di promozione sportiva - perché proponiamo continuamente attività d’inclusione sociale attraverso lo sport a questi ragazzi, seguiti dai Csm delle varie Ausl. Per noi è una grossa soddisfazione, con cui troviamo risposte sempre positive». Risposte che coinvolgono i migranti, presenti ancora una volta in Saliceta. «Ci siamo mossi anche oltre i confini regionali - prosegue Abate - creando collegamenti con strutture d’Oltralpe. Si esce dall’emarginazione attraverso una palla che rotola, una stretta di mano. È uno stupendo respiro sportivo che vogliamo continuare a vivere». Una visione ribadita ieri sera a La Tenda con “Esperienze di Salute - Mens sana in corpore sano”, incontro curato da Elena Fini. «Le attività riabilitative curate dal Csm e dal Sert proseguono ormai da anni - spiega Fini - e giungono tante soddisfazioni da parte degli utenti, dei volontari e dei sostenitori». (g.f.)

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