«Mai più pazienti legati ai letti» Modena ci prova
di Gabriele Farina
Il direttore Starace: «In un anno solo un caso in ospedale» Oggi il convegno sul superamento della contenzione fisica
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«Avanti verso l’obiettivo contenzione zero, senza rallentamenti e con ipotesi ancora più innovative». Il dottor Fabrizio Starace, direttore del dipartimento di Salute mentale (Dsm) dell’Ausl di Modena, traccia la rotta verso cui puntano i servizi del nostro territorio. Un tema attuale che sarà discusso oggi all’auditorium San Rocco di Carpi. “Curare senza legare: missione possibile?” è il titolo del convegno nazionale organizzato nell’ambito del “Màt”, la Settimana della Salute mentale.
Dalle 9,45 alle 18 si alterneranno rappresentanti di servizi psichiatrici di diagnosi e cura che nel nostro Paese hanno già detto di no a strumenti per immobilizzare persone con disagio psichico. Al servizio di Carpi la contenzione zero, il “no restraint” è già realtà e la nostra città, ribadisce il dottor Starace, è sulla buona strada.
«Nell’ultimo anno in città abbiamo avuto un solo caso a Modena - conferma il direttore del Dsm a margine di un incontro presso La Fonte - peraltro non determinato da noi, ma dal pronto soccorso che ci ha chiesto una consulenza. Nell’ambito del ricovero la contenzione è stata poi risolta». Secondo dati Ausl del 2016, sono state seguite dagli otto centri di salute mentale (Csm) del territorio 11.297 persone. Il tasso di ospedalizzazione acuto tra i maggiorenni è stato dello 0,25%, più basso del valore regionale. Meno elevata anche la cifra dei trattamenti sanitari obbligatori (Tso) presso reparti di psichiatria, eseguiti circa 22 volte ogni 100mila abitanti maggiorenni. Dati derivanti da altre realtà nazionali saranno presentati oggi nel convegno nazionale con esperti del calibro di Lorenzo Burti (psichiatra e docente all'ateneo di Verona), Giovanna Del Giudice (psichiatra formatasi con Franco Basaglia, il promotore della riforma psichiatrica in Italia) e Mila Ferri (responsabile per la Salute mentale in Regione).
«Abbiamo messo insieme più di trenta esperienze (su oltre 250 reparti di diagnosi e cura in psichiatria in Italia) in cui la contenzione zero è già un obiettivo raggiunto», analizza il dottor Starace. Il territorio modenese avrà presto altre frecce al proprio arco. «Stiamo prendendo in considerazione ipotesi ancora più innovative - riprende lo psichiatra - come quelle che pratichiamo a Carpi. In questo luogo abbiamo aggregato in un unico contesto di reparto un’area per acuti e un’area di residenzialità intensiva». Il cambiamento implica potenziali vantaggi per i pazienti. «La parte innovativa del progetto è che la struttura si adatta alle diverse fasi della condizione del paziente - conclude il dottor Starace, specificando che devono essere superate le condizioni acute - e non è il paziente che deve adattarsi alle diverse strutture del nostro circuito».
Dalle 9,45 alle 18 si alterneranno rappresentanti di servizi psichiatrici di diagnosi e cura che nel nostro Paese hanno già detto di no a strumenti per immobilizzare persone con disagio psichico. Al servizio di Carpi la contenzione zero, il “no restraint” è già realtà e la nostra città, ribadisce il dottor Starace, è sulla buona strada.
«Nell’ultimo anno in città abbiamo avuto un solo caso a Modena - conferma il direttore del Dsm a margine di un incontro presso La Fonte - peraltro non determinato da noi, ma dal pronto soccorso che ci ha chiesto una consulenza. Nell’ambito del ricovero la contenzione è stata poi risolta». Secondo dati Ausl del 2016, sono state seguite dagli otto centri di salute mentale (Csm) del territorio 11.297 persone. Il tasso di ospedalizzazione acuto tra i maggiorenni è stato dello 0,25%, più basso del valore regionale. Meno elevata anche la cifra dei trattamenti sanitari obbligatori (Tso) presso reparti di psichiatria, eseguiti circa 22 volte ogni 100mila abitanti maggiorenni. Dati derivanti da altre realtà nazionali saranno presentati oggi nel convegno nazionale con esperti del calibro di Lorenzo Burti (psichiatra e docente all'ateneo di Verona), Giovanna Del Giudice (psichiatra formatasi con Franco Basaglia, il promotore della riforma psichiatrica in Italia) e Mila Ferri (responsabile per la Salute mentale in Regione).
«Abbiamo messo insieme più di trenta esperienze (su oltre 250 reparti di diagnosi e cura in psichiatria in Italia) in cui la contenzione zero è già un obiettivo raggiunto», analizza il dottor Starace. Il territorio modenese avrà presto altre frecce al proprio arco. «Stiamo prendendo in considerazione ipotesi ancora più innovative - riprende lo psichiatra - come quelle che pratichiamo a Carpi. In questo luogo abbiamo aggregato in un unico contesto di reparto un’area per acuti e un’area di residenzialità intensiva». Il cambiamento implica potenziali vantaggi per i pazienti. «La parte innovativa del progetto è che la struttura si adatta alle diverse fasi della condizione del paziente - conclude il dottor Starace, specificando che devono essere superate le condizioni acute - e non è il paziente che deve adattarsi alle diverse strutture del nostro circuito».
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