Modena seconda in Italia per crescita economica
di Stefano Luppi
Decimi a livello nazionale ma finiamo al sessantunesimo posto per istruzione Ancora più in basso per qualità di aria e acqua. Trentacinquesimi per sicurezza
3 MINUTI DI LETTURA
Modena, una delle città più “smart” d’Italia viene “fotografata” nel recente rapporto “ICity Rate” che analizza i progressi relativi alla situazione delle città italiane indirizzate a fornire percorsi intelligenti e luoghi vivibili per chi le abita e le visita. Analizzando il rapporto si vede come la città della Ghirlandina sia ben posizionata in classifica, al decimo posto, anche se rispetto al 2016 perde una posizione e vede davanti a sé in regione Bologna (seconda), Ravenna (ottava) e Parma (nona).
Leggendo il rapporto si conferma comunque, in Italia, un forte dinamismo delle città medie, in primis Trento e Bergamo dove forte è stata di recente la crescita economica e la ricerca e l’innovazione. La nostra città, pur presentando numerosi problemi soprattutto per quanto riguarda il degrado in alcune zone anche centrali, è caratterizzata da “sostenibilità, inclusione e innovazione” al pari degli altri territori emiliano-romagnoli.
Anche per il 2017, infatti, quattro posti su dieci nella top ten sono appunto riservati alle nostre città e ad esse si aggiunge Reggio Emilia collocata in 11esima posizione (perde però tre posti rispetto allo scorso anno). Un risultato, la classifica generale, che, nel complesso, racconta un approccio legato alla crescita sostenibile e inclusiva portata avanti in una logica di condivisione e di collaborazione tra enti locali, istituzioni, associazioni. Analizzando alcuni dati disaggregati per argomento si vede come Modena faccia meglio della posizione generale.
Un esempio è la “crescita economica” dove siamo al secondo posto, dopo Milano, confermando la posizione del 2016. La mappa dell’Italia per quanto riguarda questo ambito è piuttosto omogenea: al di sotto della media nazionale si ritrova compatto il Sud del paese mentre Nord Est e Nord Ovest si contendono i valori massimi dell’indice tanto che oltre a Modena c’è Bologna al quarto posto. Nelle altre classifiche parziali che compongono il “panel” generale siamo però messi peggio e spesso altre realtà vicine - o rapportabili al nostro centro - ci superano. Per quanto riguarda la diffusione della povertà, che vede in testa luoghi come Trapani, Vibo Valentia e Caltanissetta, siamo ancora in positivo: dopo Parma, Bolzano e il nord Est c’è sempre la nostra città. Ma molto peggio, purtroppo, per quanto riguarda il campo “istruzione”: siamo addirittura al 61esimo posto, lontanissimi dalla vetta che comprende città del Nord est e anche Bologna. Stesso discorso per quanto riguarda i dati di “aria e acqua”, dove siamo in 68esima posizione, mentre va molto meglio per quanto riguarda la diffusione della occupazione che ci vede al 16esimo posto. Giù anche per cultura e turismo (43esimi) mentre benissimo va anche nei settori di ricerca e innovazione dove siamo sesti e in crescita dell’ambito digitale dove siamo settimi. Infine la mobilità sostenibile ci vede 11esimi mentre è molto peggio per quanto riguarda la sicurezza vista che Modena risulta al posto numero 35.
Leggendo il rapporto si conferma comunque, in Italia, un forte dinamismo delle città medie, in primis Trento e Bergamo dove forte è stata di recente la crescita economica e la ricerca e l’innovazione. La nostra città, pur presentando numerosi problemi soprattutto per quanto riguarda il degrado in alcune zone anche centrali, è caratterizzata da “sostenibilità, inclusione e innovazione” al pari degli altri territori emiliano-romagnoli.
Anche per il 2017, infatti, quattro posti su dieci nella top ten sono appunto riservati alle nostre città e ad esse si aggiunge Reggio Emilia collocata in 11esima posizione (perde però tre posti rispetto allo scorso anno). Un risultato, la classifica generale, che, nel complesso, racconta un approccio legato alla crescita sostenibile e inclusiva portata avanti in una logica di condivisione e di collaborazione tra enti locali, istituzioni, associazioni. Analizzando alcuni dati disaggregati per argomento si vede come Modena faccia meglio della posizione generale.
Un esempio è la “crescita economica” dove siamo al secondo posto, dopo Milano, confermando la posizione del 2016. La mappa dell’Italia per quanto riguarda questo ambito è piuttosto omogenea: al di sotto della media nazionale si ritrova compatto il Sud del paese mentre Nord Est e Nord Ovest si contendono i valori massimi dell’indice tanto che oltre a Modena c’è Bologna al quarto posto. Nelle altre classifiche parziali che compongono il “panel” generale siamo però messi peggio e spesso altre realtà vicine - o rapportabili al nostro centro - ci superano. Per quanto riguarda la diffusione della povertà, che vede in testa luoghi come Trapani, Vibo Valentia e Caltanissetta, siamo ancora in positivo: dopo Parma, Bolzano e il nord Est c’è sempre la nostra città. Ma molto peggio, purtroppo, per quanto riguarda il campo “istruzione”: siamo addirittura al 61esimo posto, lontanissimi dalla vetta che comprende città del Nord est e anche Bologna. Stesso discorso per quanto riguarda i dati di “aria e acqua”, dove siamo in 68esima posizione, mentre va molto meglio per quanto riguarda la diffusione della occupazione che ci vede al 16esimo posto. Giù anche per cultura e turismo (43esimi) mentre benissimo va anche nei settori di ricerca e innovazione dove siamo sesti e in crescita dell’ambito digitale dove siamo settimi. Infine la mobilità sostenibile ci vede 11esimi mentre è molto peggio per quanto riguarda la sicurezza vista che Modena risulta al posto numero 35.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
