Ospedale da potenziare: 300 “notai” delle promesse
di Daniele Montanari
Pavullo. Non c’era il tutto esaurito all’incontro istituzionale con Ausl e politici Muzzarelli: «I soldi ci sono, verranno spesi bene». Il sindaco: «Noi vigileremo»
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PAVULLO . Memori dell’ultimo incontro al cinema sull'ospedale di Pavullo, quello del 21 settembre 2011 sul Pal, ci si aspettava la ressa martedì sera per il faccia a faccia sulla riorganizzazione, tema che riguarda un bacino di 40mila abitanti nel Frignano. Non è stato così: in sala sono rimaste alcune poltrone vuote, anche se si è arrivati comunque a circa 300 persone. Difficile dire se sia stato per protesta o disillusione, il segnale però si è avvertito. Si può dire che l’incontro sia stato in due tempi. Un primo fatto in abbondanza di spiegazioni tecniche, in parte apprezzate e in parte accolte con segnali di insofferenza dal pubblico ansioso di confronto diretto. Un secondo decisamente più vivace, partito dalle domande (di imprese, sindacati e comitati) che ha visto anche fischi e applausi (soprattutto di contestazione).
L’elemento di fondo è che, di fronte alla perdita del punto nascite, Ausl, Provincia e Regione hanno preso pubblicamente impegni di investimento con tempi che non erano mai stati indicati con tanta precisione. Ci hanno messo la faccia, come sottolineato dagli stessi responsabili. Basterà a recuperare un rapporto di fiducia incrinato?
Sul palco un maxi tavolo con 11 componenti: dal sindaco Luciano Biolchini al presidente dell’Unione Leandro Bonucchi, quello della Provincia Gian Carlo Muzzarelli e l’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi. E poi i tanti tecnici: il dg Ausl Massimo Annicchiarico, il direttore di distretto Carlo Serantoni, Paolo Accorsi (dipartimento Ostetricia e Ginecologia), l’ingegner Gerardo Bellettato (servizio attività tecniche), Stefano Toscani (dipartimento emergenze urgenza), Silvana Borsari (Consultori familiari) ed Elis Sacchi (dipartimento attività chirurgiche). Il taglio del resto era dichiaratamente informativo.
«Io non credo che sulla sanità ci siano sindaci deboli o forti - ha detto Biolchini in apertura - ci sono solo sindaci con doveri. Il primo è il rispetto delle istituzioni, il secondo la tutela della salute di tutti i cittadini. Io volevo la deroga per il punto nascite, ma non ci è stata concessa. C’è stato dato però un piano investimenti che non porta declino ma crescita per l’ospedale. E mi batterò giorno e notte per il rispetto degli impegni».
«Dobbiamo garantire un modello assistenziale performante ed efficiente - ha sottolineato Bonucchi - per stare al passo coi tempi e avere futuro».
«Non stiamo parlando di promesse ma di realtà, perché i 6 milioni sono tutti finanziati - ha precisato Muzzarelli - per aumentare la sicurezza e la potenzialità della sanità nel Frignano».
Oltre agli investimenti strutturali (sale e PS), l’elemento cardine è l’aumento di personale (per 700mila euro, comprensivi entro il 2017 anche dell’auspicato radiologo in più per la Tac) e il potenziamento della Chirurgia, con il promesso incremento di 588 interventi annui (462 generali e 126 ortopedici) pari al 25% (sui 2mila attuali). Questo grazie alla trasferta dell’équipe di Sassuolo organizzata in tre fasi: la prima in partenza il 6 novembre, la seconda il 4 dicembre e la terza nel 2018. Si perde invece il punto nascite «non perché gli operatori non siano bravi - ha spiegato Accorsi - ma perché una realtà piccola ha difficoltà a rispondere nell’emergenza, dove 5 minuti possono fare la differenza».
«Vediamo di trasformare questa perdita in un’occasione per dare un servizio in più alle donne - ha puntualizzato la Borsari - attraverso un piano assistenziale che tuteli fino a mille giorni dopo il parto.
L’elemento di fondo è che, di fronte alla perdita del punto nascite, Ausl, Provincia e Regione hanno preso pubblicamente impegni di investimento con tempi che non erano mai stati indicati con tanta precisione. Ci hanno messo la faccia, come sottolineato dagli stessi responsabili. Basterà a recuperare un rapporto di fiducia incrinato?
Sul palco un maxi tavolo con 11 componenti: dal sindaco Luciano Biolchini al presidente dell’Unione Leandro Bonucchi, quello della Provincia Gian Carlo Muzzarelli e l’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi. E poi i tanti tecnici: il dg Ausl Massimo Annicchiarico, il direttore di distretto Carlo Serantoni, Paolo Accorsi (dipartimento Ostetricia e Ginecologia), l’ingegner Gerardo Bellettato (servizio attività tecniche), Stefano Toscani (dipartimento emergenze urgenza), Silvana Borsari (Consultori familiari) ed Elis Sacchi (dipartimento attività chirurgiche). Il taglio del resto era dichiaratamente informativo.
«Io non credo che sulla sanità ci siano sindaci deboli o forti - ha detto Biolchini in apertura - ci sono solo sindaci con doveri. Il primo è il rispetto delle istituzioni, il secondo la tutela della salute di tutti i cittadini. Io volevo la deroga per il punto nascite, ma non ci è stata concessa. C’è stato dato però un piano investimenti che non porta declino ma crescita per l’ospedale. E mi batterò giorno e notte per il rispetto degli impegni».
«Dobbiamo garantire un modello assistenziale performante ed efficiente - ha sottolineato Bonucchi - per stare al passo coi tempi e avere futuro».
«Non stiamo parlando di promesse ma di realtà, perché i 6 milioni sono tutti finanziati - ha precisato Muzzarelli - per aumentare la sicurezza e la potenzialità della sanità nel Frignano».
Oltre agli investimenti strutturali (sale e PS), l’elemento cardine è l’aumento di personale (per 700mila euro, comprensivi entro il 2017 anche dell’auspicato radiologo in più per la Tac) e il potenziamento della Chirurgia, con il promesso incremento di 588 interventi annui (462 generali e 126 ortopedici) pari al 25% (sui 2mila attuali). Questo grazie alla trasferta dell’équipe di Sassuolo organizzata in tre fasi: la prima in partenza il 6 novembre, la seconda il 4 dicembre e la terza nel 2018. Si perde invece il punto nascite «non perché gli operatori non siano bravi - ha spiegato Accorsi - ma perché una realtà piccola ha difficoltà a rispondere nell’emergenza, dove 5 minuti possono fare la differenza».
«Vediamo di trasformare questa perdita in un’occasione per dare un servizio in più alle donne - ha puntualizzato la Borsari - attraverso un piano assistenziale che tuteli fino a mille giorni dopo il parto.
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