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Sassuolo, i ladri educati salutano: subito inseguiti e arrestati

Sassuolo, i ladri educati salutano: subito inseguiti e arrestati

Escono di notte dalla Sassuolgru e vedendo i vigilanti fanno un cenno di cortesia Poi scappano in furgone: braccati anche dai carabinieri finiscono in manette 

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SASSUOLO. Hanno anche salutato, in un estremo tentativo di passare per educati operai stakanovisti, ancora al lavoro addirittura dopo la mezzanotte; ed invece proprio quel loro atteggiamento cordiale e l’orario insolito hanno insospettito gli uomini della vigilanza La Patria. Proprio questi ultimi hanno permesso ai carabinieri di mettere in manette due ladri d’azienda.

I fatti hanno avuto luogo nella notte tra martedì e mercoledì, quando mezzora dopo la mezzanotte è entrato in funzione l’allarme della ditta Sassuolgru, di via Trentino. Come sempre accade in questi casi gli uomini della vigilanza, in questo caso La Patria, si sono recati sul posto per accertarsi se si trattasse di un furto o di un malfunzionamento dell’impianto. Arrivati in via Trentino i vigilanti hanno incrociato un furgone Fiat Scudo bianco uscire dall’azienda. I due uomini a bordo, cercando di non destare sospetti, hanno salutato quelli dell’istituto di vigilanza, come a dire: “Siamo operai al lavoro”. Un trucchetto che non ha ingannato gli addetti della Patria che hanno deciso di seguirli, chiamando nel contempo sia alcuni colleghi sia i carabinieri di Sassuolo.

I ladri hanno imboccato via Radici in Piano, per poi svoltare in via Toscana: è qui che le due auto de La Patria e quella dei carabinieri bloccano il furgone. Sul mezzo sono stati rinvenuti attrezzi da scasso e batterie di auto esauste. Gli uomini a bordo hanno negato che si trattasse di refurtiva. Ed in un primo riscontro, i titolari della Sassuolgru hanno riferito che tutto era in ordine e non era stato rubato nulla. Questo perché il furto era stato perpetrato ai danni della azienda confinante, l’officina San Paolo dove un cancello era aperto. I titolari di quest’ultima attività, infatti, controllando il proprio stabile hanno confermato l’assenza delle batterie che erano custodite in un punto privo di allarme.

I carabinieri hanno poi provveduto ad identificare i due uomini a bordo del furgone: si tratta di due cittadini tunisini, (nati nel 1987 e nel 1995), uno dei quali residenti a Bomporto. Il bottino apparentemente non ha un gran valore, ma le batterie esauste nascondono al loro interno ancora un tesoretto: il piombo. Naturalmente si tratta di rifiuti speciali e che vanno smaltiti secondo modalità ben precise. Chi le ruba, invece, dopo averle “scarnificate” le getta, provocando quindi anche un grave danno all’ambiente. (gib)
 

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