CERAMICA. DOMANI LA PROTESTA
Sciopero alla CBS Spilamberto per 8 posti di lavoro a rischio
È stato annunciato uno sciopero di 8 ore per la giornata di domani, venerdì 27, al Gruppo C.B.S. di Spilamberto, azienda che è attiva nel settore ceramico: la protesta prevede anche un presidio...
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È stato annunciato uno sciopero di 8 ore per la giornata di domani, venerdì 27, al Gruppo C.B.S. di Spilamberto, azienda che è attiva nel settore ceramico: la protesta prevede anche un presidio davanti ai cancelli dalle 4 del mattino alle 14.
«L'agitazione - si legge in una nota - è la prima di tre giornate complessive proclamate dai sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e Fesica-Confsal su mandato dei lavoratori, che si erano riuniti in assemblea lo scorso 20 ottobre. Oltre alle tre giornate di sciopero, è stato indetto lo stato di agitazione con il blocco di ogni prestazione straordinaria o aggiuntiva rispetto alla normale prestazione lavorativa».
Motivo dello stato di agitazione e dello sciopero, affermano i sindacati, «la difesa dei posti di lavoro e la richiesta di investimenti per il rilancio della produzione dopo che, negli incontri delle ultime settimane, l'azienda ha dichiarato un esubero di 8 unità su 25 addetti in un'ottica di riorganizzazione e di concentrazione dell'attività di produzione sull'atomizzato».
Di fatto, osservano ancora i sindacati, «questa soluzione non garantirebbe il normale svolgimento del lavoro e della produzione, se non attraverso un considerevole aggravio dei carichi di lavoro per i restanti lavoratori. Sono inoltre anni - concludono le sigle sindacali coinvolte - che chiediamo al Gruppo C.B.S. di fare adeguati investimenti sia sull'impiantistica che sulla sicurezza, investimenti che sarebbero il vero motore di una concreta ripresa della competitività da parte dell'azienda. Ma piuttosto che investire, l'azienda riduce il costo del personale per essere competitiva».
«L'agitazione - si legge in una nota - è la prima di tre giornate complessive proclamate dai sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e Fesica-Confsal su mandato dei lavoratori, che si erano riuniti in assemblea lo scorso 20 ottobre. Oltre alle tre giornate di sciopero, è stato indetto lo stato di agitazione con il blocco di ogni prestazione straordinaria o aggiuntiva rispetto alla normale prestazione lavorativa».
Motivo dello stato di agitazione e dello sciopero, affermano i sindacati, «la difesa dei posti di lavoro e la richiesta di investimenti per il rilancio della produzione dopo che, negli incontri delle ultime settimane, l'azienda ha dichiarato un esubero di 8 unità su 25 addetti in un'ottica di riorganizzazione e di concentrazione dell'attività di produzione sull'atomizzato».
Di fatto, osservano ancora i sindacati, «questa soluzione non garantirebbe il normale svolgimento del lavoro e della produzione, se non attraverso un considerevole aggravio dei carichi di lavoro per i restanti lavoratori. Sono inoltre anni - concludono le sigle sindacali coinvolte - che chiediamo al Gruppo C.B.S. di fare adeguati investimenti sia sull'impiantistica che sulla sicurezza, investimenti che sarebbero il vero motore di una concreta ripresa della competitività da parte dell'azienda. Ma piuttosto che investire, l'azienda riduce il costo del personale per essere competitiva».
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