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Arte ed eventi anche nei cimiteri modenesi

Arte ed eventi anche nei cimiteri modenesi

L’imprenditore Mario Rodella, che gestisce San Cataldo a Modena, svela i progetti per un utilizzo in stile europeo

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MODENA Lo storico cimitero di San Cataldo, composto da una parte settecentesca e una che è un monumento d’architettura contemporanea grazie al “cubo” di Aldo Rossi e Gianni Braghieri, può divenire un luogo “multiservizi” e in sostanza un luogo anche per eventi rispettosi delle funzioni della struttura? A ciò sta pensando l’imprenditore Mario Rodella presidente della coop di Mantova “Dugoni Facility management” che gestisce i cimiteri modenesi. «I cimiteri stanno cambiando vita in tutto il mondo - spiega Rodella - e si può iniziare a pensare anche in Italia a un turismo cimiteriale. Basti pensare a quanto già avviene in Inghilterra, in Germania, in Giappone dove le persone frequentano sempre più le parti storiche e appunto turistiche di questi luoghi. Stiamo cercando di intervenire anche a San Cataldo, parlandone con l’amministrazione: qui c’è infatti un luogo molto importante per la cura della memoria anche e soprattutto grazie all’opera d’arte di uno dei principali architetti italiani, Aldo Rossi. Io immagino non solo mostre d’arte, ma anche ad esempio di poter utilizzare il grande prato davanti al cubo di Rossi, magari anche per fare volare le mongolfiere. Questo luogo infatti è prestigioso ed è a due passi dal centro storico, in un quartiere che presto cambierà faccia».

I PROGETTI Rodella appare come un visionario e descrive i suoi progetti - per forza di cose ancora non precisi - davanti a quello che è il primo evento del “nuovo” San Cataldo. La mostra del progetto fotografico e di videoproiezione “A lato” della artista modenese Francesca Ferrari. "Occorre - continua l’imprenditore mantovano - adottare l’utente dei cimiteri ed è un progetto lungo che si evidenzia ad esempio come in questo caso attraverso l’esposizione di fotografie che riflettono sul luogo. Oggi cresce il numero dei cadaveri che vengono cremati, in Inghilterra sono il 90% dei morti, in Germania il 60% e proprio qui si iniziano a realizzare progetti cimiteriali all’interno di chiese non più utilizzate. In Giappone invece forniscono ai parenti del defunto una tessera con chip in modo che sia possibile, attraverso un sistema meccanico ed elettronico, “richiamare” la propria urna da un luogo che ne contiene molte migliaia. I parenti poi possono pregare davanti alla propria urna che dopo un dato tempo ritorna al suo posto. Tra l’altro nel 2014 a Verona si pensò qualcosa di simile con la costruzione, poi interrotta, di un grattacielo di 37 piani per le urne delle ceneri".

Certo è un discorso complesso quello di Rodella, viste le tradizioni italiane storiche e religiose italiane il processo sarà complesso. Ma forse rendere “allegro” e visitabile un cimitero non pare una idea così fuori dal mondo. Basti pensare a cimiteri storici visitatissimi - anche ben oltre il giorno dei Morti - come il Pere Lachaise di Parigi dove sono sepolti Jim Morrison e Oscar Wilde, Staglieno a Genova che conserva le spoglie di Giuseppe Mazzini, Fabrizio De André, Fernanda Pivano o il Highgate di Londra che “ospita” Karl Marx e Charles Dickens.

Stefano Luppi
 

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