Gazzetta di Modena

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È il giorno dell’antenna nel parco Albero d’Oro

di Andrea Gilioli
È il giorno dell’antenna nel parco Albero d’Oro

Dopo due anni di polemiche e incontri si monta il ripetitore della Vodafone Sorgerà nel punto più distante dalle abitazioni ma dal M5s partono critiche

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Dopo oltre due anni giunge a conclusione, in maniera definitiva, la vicenda dell'antenna Vodafone nel quartiere Rometta Alta. Una questione molto dibattuta, che ha visto affrontarsi, da una parte, i cittadini di via Respighi e della zona circostante il Parco Albero d'Oro, supportati anche da una fetta delle opposizioni, dall'altra l'azienda di telefonia e il Comune, imbrigliato tra le richieste dei cittadini e gli obblighi contrattuali con l'azienda di telefonia.

Oggi la fine della storia, con l'installazione, nel parco Albero d'Oro, di un pilone “definitivo”, su cui verrà spostato l'impianto, da due anni montato provvisoriamente su un palo dell'illuminazione. Il punto, in mezzo al parco, è quello definito dopo numerosi incontri tra giunta e cittadini: quello più lontano possibile dalle case, ma la polemica sta già montando, sui social come nel quartiere, con alcuni residenti che criticano la scelta e temono conseguenze negative sulla salute nel lungo periodo. A polemizzare contro l'installazione definitiva, tra gli altri, anche il Movimento 5 Stelle: “dopo gli incontri coi cittadini – scrivono i grillini - e le rassicurazioni dell' assessore all' ambiente, ecco che montano l' antenna”. Ripercorrendo la vicenda, che ha visto nelle ultime fasi anche un'operazione di monitoraggio sul campo delle radiazioni elettromagnetiche, tutto ebbe origine alla fine del 2014, quando iniziarono i lavori per il montaggio di un ripetitore in un'aiuola di via Respighi, a pochi metri dai condomini. Immediata scattò la protesta dei residenti, che con una raccolta firme bloccarono i lavori, preoccupati per le conseguenze sulla salute delle onde elettromagnetiche. Da quel momento prese il via un lungo periodo di incontri tra giunta e residenti, da cui emerse come il Comune non potesse negare il nulla osta all'installazione, dato che l'impianto era stato autorizzato dall'Arpa e rispettava i limiti di legge.

Unica ipotesi per via Fenuzzi di dire no sarebbe stata quella di rescindere il contratto, con la conseguenza che l'antenna sarebbe stata installata comunque in un'area privata, rinunciando così ai soldi dell'affitto senza eliminare il problema della presenza dell'antenna. Il sindaco, che si trovò a fare i conti con un contratto già firmato dagli uffici di Sgp, ammise l'errore, sostenendo come sarebbe stato più opportuno soprassedere. Ormai però “la frittata era fatta” e un cambio di rotta avrebbe provocato cause giudiziarie e probabili condanne onerose per il Comune. La soluzione di mediazione fu quella dell'installazione provvisoria nel parco, più distante dalle case: soluzione che oggi diventa definitiva.I lavori dureranno per l'intera giornata, con il pilone che verrà montato sul campo da calcio e poi posato nel punto definito con una gru.



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